La Ue manda a casa 8 milioni di clandestini

Accordo sull'immigrazione illegale: il periodo massimo di detenzione salirà a 6 mesi, prolungabile a
18. Gli espulsi non potranno rientrare prima di 5 anni

L’Unione Europea si prepara a inasprire le norme per il rimpatrio degli immigrati extracomunitari irregolari: fino a otto milioni di clandestini potrebbero essere espulsi. Mercoledì, anticipa il quotidiano spagnolo El Paìs, il Comitato dei rappresentanti permanenti dei Ventisette si riunirà per approvare il progetto della «direttiva del ritorno», che prevede l’armonizzazione delle politiche dei diversi Paesi membri rispetto alla durata massima del periodo di detenzione degli immigrati privi di documenti e la messa a disposizione degli Stati dell’Ue di maggiori poteri per il rimpatrio dei clandestini.

Attualmente si va dal limite di 32 giorni di detenzione in vigore in Francia e a Cipro ai due mesi dell’Italia, fino ai 18 mesi della Germania e di Malta: alcuni Paesi, tra cui la Gran Bretagna, l’Olanda e la Danimarca, non prevedono alcun limite temporale. La nuova direttiva comunitaria indicherà un termine di 6 mesi, che potrà però essere esteso fino a 18 mesi in caso di «mancata cooperazione dell’interessato» o di «ritardi nell’ottenimento della documentazione necessaria da parte di Paesi terzi». Si tratta di cambiamenti sostanziali, se si considera che alla scadenza dei termini di detenzione i clandestini devono essere posti in libertà e possono continuare le loro attività pur essendo senza documenti, confidando in una futura messa in regola.

Per quanto riguarda i maggiori poteri conferiti ai Paesi membri dell’Ue in materia di detenzione e di espulsione degli immigrati irregolari, due sono i punti più significativi: la possibilità di detenere i minori non accompagnati e il divieto inflitto agli extracomunitari espulsi di rientrare nell’Unione Europea prima di cinque anni.

Questi temi sono arrivati all’attenzione degli organismi europei sotto la spinta di una situazione economica preoccupante, ma soprattutto in seguito all’ascesa di leader - come Nicolas Sarkozy in Francia e Silvio Berlusconi in Italia - che sostengono con determinazione la necessità di politiche più severe in tema di immigrazione clandestina. Ogni anno arrivano nell’Ue due milioni di immigrati, dei quali una massa calcolata tra mezzo milione e un milione sono irregolari. È un numero altissimo, superiore (in proporzione alla popolazione) anche al tasso d’immigrazione nel Nord America. E bisogna poi tener conto che le statistiche non considerano un particolare tipo di «immigrazione interna» all’Ue, quella che vede flussi abbondanti e costanti dai Paesi comunitari dell’Est (Romania e Bulgaria soprattutto) verso quelli occidentali.

Il compromesso di accordo è stato raggiunto sotto la spinta di Francia, Italia e Spagna lo scorso 23 aprile. Si potrà ora sperare in una rapida approvazione da parte del Consiglio Europeo e dall’Europarlamento.

Va tuttavia ricordato che l’approvazione della nuova direttiva non significherà l’automatica possibilità di espellere otto milioni di persone dall’Ue: essa potrà infatti essere applicata solo nei confronti dei cittadini di quei Paesi con i quali l’Ue ha sottoscritto accordi bilaterali in materia di rimpatrio. E rimarranno ovviamente delle garanzie legali a favore degli immigrati.