Ue, Medvedev si presenta e apre a intese strategiche

Negoziati a luglio: sul tavolo anche i dissapori su democrazia e diritti umani

da Mosca

Dmitri Medvedev si presenta all’Europa. Il presidente russo successore di Vladimir Putin ha aperto ieri in Siberia il summit tra Ue e Mosca e annunciato imminenti negoziati su un accordo di cooperazione bilaterale, da tempo rimandato. Inizieranno il 4 luglio a Bruxelles. Le relazioni tra Russia e Unione non sono sempre state facili e non lo sono tuttora. L’intesa raggiunta ieri segna in questo senso una svolta. L’ultimo incontro tra i vertici europei e quelli del Cremlino risale all’anno scorso, quando Putin, oggi premier, era il leader del Paese e quando Europa e Stati Uniti iniziarono ad accusare Mosca di mettere in fuga la democrazia. Oggi, frizioni tra l’Unione e Mosca derivano anche dalle contrastanti posizioni sul Kosovo e l’Abkhazia, regione separatista della Georgia. In Siberia, Bruxelles ha messo dunque al centro dei colloqui energia e stato di diritto. La Russia è il terzo partner economico dell’Europa e da laggiù arrivano i due terzi dell’approvvigionamento energetico; l’Europa è la terza fonte d’investimenti della Russia.
Un accordo di cooperazione tra Bruxelles e Mosca esiste già dal 1997, ma la situazione in dieci anni è cambiata, per via dell’espansione della ricchezza russa legata a petrolio e gas. L’Europa vuole che Mosca apra il mercato degli idrocarburi agli investitori dell’Unione ma trova la resistenza del Cremlino, deciso a vendere caro il controllo dei rubinetti. Il summit è l’esordio europeo di Medvedev, ritenuto da molti analisti la faccia conciliatoria messa in prima fila da Putin, di cui è alleato, nel tentativo di ammansire i vicini e attrarre maggior investimenti. Il presidente ha fin dalla sua elezione promesso aperture democratiche ma i detrattori vedono nelle sue parole soltanto retorica.