Ue, Psa vede nero. Fiat cade in Borsa

nostro inviato a Ginevra

«Il clima economico ci preoccupa e, quindi, abbiamo rivisto le nostre previsioni per i prossimi sei mesi. Prima le stime dicevano che il mercato nel 2008 sarebbe stato piatto o in crescita e ora, invece, siamo convinti che sarà piatto o in lieve calo». Sono bastate queste affermazioni rilasciate di buon mattino a Ginevra dal presidente del gruppo Psa, Christian Streiff, per scatenare la bufera sui titoli automobilistici: meno 3,5% il sottoindice Stoxx e tutte negative le quotazioni delle case sulle piazze europee. Ma sono state le azioni Fiat a subire il contraccolpo più duro, scendendo appena sotto i 13 euro, ai minimi dall’ottobre 2006, per poi recuperare nel finale e portarsi a 13,06 euro, con un calo del 6,5%. A pesare, comunque, è stato anche il dato sulle immatricolazioni in Italia a febbraio, scese dell’8% annuo. Le dichiarazioni di Streiff, il cui gruppo Peugeot Citroën è alleato storico di Fiat, hanno però creato una sorta di incidente diplomatico con Torino, a cui è seguito un incontro chiarificatore in serata.
All’ad Sergio Marchionne, che si è detto convinto del contrario per poi ipotizzare un «mercato europeo piatto nel 2008», non sono infatti piaciute. «Una cosa è il mercato dell’auto - ha sbottato - un’altra è quello che fa il titolo Fiat. Anche se il mercato dell’auto dovesse scendere del 2% in Europa, non ci sarebbe un grande impatto sul nostro gruppo. Con la 500 siamo già arrivati a 170mila ordini e la produzione salirà a 190mila unità all’anno forse nel secondo trimestre. Il marchio Fiat, in Europa, sta andando estremamente bene. Il calo in Borsa, inoltre, non ha niente a che vedere con i dati delle immatricolazioni del mercato italiano». Per Marchionne le variabili che incidono sulla Borsa si chiamano elezioni politiche, visto «che generano un periodo di grande incertezza» che si aggiunge «alla complessa situazione americana». E restando sempre sul tema borsistico, l’ad del Lingotto ha definito «una grandissima ingiustizia il trattamento subito dal titolo, perché quando si parla di calo del mercato non si tiene conto di realtà come Iveco e Cnh le cui fabbriche sono cariche di ordini». Marchionne ha presenziato a tutte le conferenze stampa che hanno riguardato il gruppo nel corso delle quali Lorenzo Sistino, Luca De Meo e Olivier François hanno tolto il velo, rispettivamente, a Fiat Fiorino Panorama, Alfa 8C Spider e 500 Abarth e nuova Lancia Delta.
Con loro c’era anche il presidente della Fiat, Luca di Montezemolo, protagonista durante la mattinata di un singolare siparietto sullo stand della Ferrari. Indispettito per l’assenza di scritte che ricordavano l’ennesimo trionfo in F1 («se fosse capitato alla Mercedes non so che cosa avrebbero fatto...») e che spiegavano le ragioni per cui è esposta la Daytona (a Ginevra celebra il 40° anniversario), Montezemolo se l’è presa davanti a fotografi e giornalisti con gli organizzatori dello stand. Chiusa la parentesi, il numero uno della Fiat ha commentato le novità esposte: «Questa rassegna non mi ha emozionato molto, se non aver visto per la prima volta la piccola Tata. Credo molto nella nostra Delta. Il 2008 sarà un anno importante, e ancora di più, per il marchio Fiat, il 2009, quando ci saranno tante novità». Il numero uno di Maranello si è poi detto soddisfatto della Ferrari, le cui vendite sono cresciute a febbraio del 5-6%. Infine, come previsto, grande attenzione ha suscitato la Tata Nano da 1.700 euro, vettura che, come dichiarato da Ratan Tata a Radiocor, «potrebbe arrivare in futuro anche in Italia». Tata non ha quindi escluso, parlando degli accordi con Fiat, di essere «aperti ad altre alleanze purché non mettano a rischio quella con Torino. E sempre Fiat, secondo il tycoon di Mumbai, potrebbe far parte della catena distributiva dei marchi Jaguar e Land Rover, una volta diventati indiani.