Ue, scontro sul bilancio Berlusconi: «L’Italia gioca da protagonista»

Il premier: «Prendiamo le distanze dalla Gran Bretagna, ma non siamo succubi di Parigi e Berlino»

Gianni Pennacchi

nostro inviato a Bruxelles

Con lucidità, Silvio Berlusconi prevede il nulla di fatto anche per questo Consiglio europeo, il semestre di presidenza anglosassone si chiuderà senza aver partorito l’atteso bilancio Ue, e finirà «che si passa la mano», sperando di ripartire nel semestre a guida austriaca. Con fermezza, però, prende le distanze tanto dalla Gran Bretagna quanto dalla Francia e dalla Germania. Per Tony Blair «la vedo difficile», dice, ma l’Italia «non è succube» né di Parigi né di Berlino: in questa partita giochiamo da «protagonisti», guardando sì ai destini d’Europa ma ancor più «ai nostri diritti e ai nostri interessi».
Dopo aver trascorso lunghe ore al castello di Meise insieme agli altri governanti del Ppe, Silvio Berlusconi si appresta a raggiungere il Consiglio europeo dopo che è stata bocciata anche l’ultima bozza messa a punto da Londra. Non ne fa un dramma, ci mancherebbe. Ma nella nostra delegazione raccontano che è molto irritato per la scarsa attenzione rivelata da Blair nei confronti delle richieste italiane, e che vive ciò come una sorta di «tradimento» dell’amicizia e del sostegno che il nostro governo gli aveva dato nel Consiglio europeo di sei mesi fa e anche nel recente summit informale di Londra. Ma lo dicono anche «deluso» di Nicolas Sarkozy e Angela Merkel per la scarsa solidarietà che Francia e Germania dimostrano all’Italia, mentre non cedono di un euro sui propri interessi. Pare che lo abbia «infastidito» la dichiarazione resa dopo il vertice del Ppe dal ministro dell’Interno francese, secondo il quale «Francia, Germania e Italia sono compatte» nel criticare e respingere «duramente» la proposta inglese: non soltanto perché i «tridenti» non lo entusiasmano, ma perché in realtà i due amici e alleati stan facendo il proprio gioco. Però, dal momento che c’è tempo ancora sino a stasera e Berlusconi non rinuncia mai all’ottimismo, preferirebbe tacere. Dal castello, infatti, se ne va senza nulla dichiarare. Più tardi però, forse impietosito per la lunga attesa dei cronisti, nella hall del suo albergo accetta di rispondere alle domande.
Se c’è qualche speranza di giungere a un accordo sul bilancio europeo, dopo ormai un anno di stallo? «C’è sempre, la speranza di arrivare a un accordo: ma ciò è possibile purché il progetto non risulti penalizzante per nessuno», risponde Berlusconi, aggiungendo che il nostro governo sta lavorando a questo obiettivo, ma «senza rinunciare ai nostri diritti e ai nostri interessi». Le parole di Sarkozy lasciano intendere una comune posizione con Francia e Germania, è vero che il Ppe ha stilato un documento molto duro nei confronti di Blair? «No, l’unico documento sottoscritto, sì molto duro, riguarda le dichiarazioni del presidente iraniano, che sono state dichiarate inaccettabili in maniera assoluta».
Chi porta la responsabilità principale di questo stallo? Perché Blair non ce la fa? «La posizione di Tony Blair è molto difficile, perché per far andare bene le cose dovrebbe rinunciare al rimborso della Gran Bretagna: e la vedo dificile, per lui». Dunque si rischia di finire come l’altra volta, col fallimento di questa presidenza semestrale? «Si rischia che si passa la mano».
Rivelatrice di quanto sia cambiato il clima in questi ultimi giorni, è la risposta che Berlusconi dà alla domanda se non stia tentando ancora di convincere i contendenti, visti i buoni rapporti che intrattiene con ognuno. «No», ribatte secco, «io faccio la parte dell’Italia, che deve guardare all’Europa ma anche ai suoi interessi. L’Italia non è più succube della Francia e della Germania, ora è protagonista».