Dalla Ue sentenza superata

«Commissione contro l’Italia», così è denominata la sentenza della Corte di giustizia europea sugli inadempimenti commessi dal nostro Paese in relazione al rinnovo, avvenuto nel 1999, di 329 concessioni ippiche storiche. Italia colpevole, quindi. Ma si tratta, come nel caso della sentenza Placanica, di un pronunciamento su un contesto giuridico superato dai fatti e, ciò che più conta, modificato in conformità con il diritto comunitario. La Legge Bersani, mettendo a gara 10 mila concessioni ippiche, ha garantito l’accesso al mercato a tutti gli operatori in possesso dei requisiti previsti dal bando di gara. E così ha adempiuto agli obblighi richiesti dalla Corte di giustizia.
Di questo parere s’è detto Francesco Ginestra, presidente di AssoSnai: «La sentenza non mette in discussione il sistema concessorio perché arriva dopo le modifiche apportate dalla Legge Bersani che ha eliminato qualsiasi motivo di discussione sulla compatibilità del sistema italiano con il diritto comunitario. Sarebbe grave se il pronunciamento venisse strumentalizzato da quanti utilizzano le sentenze della Corte di giustizia e le decisioni della Commissione europea per destabilizzare l’assetto legislativo italiano che s’è dimostrato così valido e legittimo da essere preso ad esempio da altri Stati». Per Raffaele Palmieri, presidente Sicon «questa sentenza è una sorta di Placanica 2, visto che fa riferimento ad un sistema normativo ampiamente superato e quindi senza risvolti pratici. Al massimo ci sarà una multa da pagare. Sono assolutamente infondate le accuse di protezionismo nel settore dei giochi mosse a un paese come l’Italia che è tra i più aperti a livello mondiale». La pensa diversamente Roberto Jacchia, legale di Stanley, che pone in evidenza un particolare della sentenza: «I supremi giudici comunitari aggiungono un argomento molto forte per sostenere che l’articolo 38 del decreto Bersani poggia su fondamenta illegittime».
Di questo e altro si discuterà in un convegno promosso giovedì pomeriggio da Sicon nell’ambito del Pro Game Show, il salone professionale del gioco, aperto dal 20 al 22 settembre presso la Fiera di Bologna. In discussione anche i temi sulla proroga richiesta dalle vecchie concessioni, il passaggio dalla vecchia alla nuova rete, l’evoluzione del concessionario, lo start-up della nuova rete. Per non parlare dei due grandi protagonisti del momento: il SuperEnalotto, di cui a fine mese si conosceranno i contendenti, e gli Skill Games, a breve operativi. Su quest’ultimo punto Fabio Felici di Agicos ha fornito alcune stime: «Entro pochi mesi 200 mila nuovi giocatori sbarcheranno sul mercato, con una raccolta che a regime potrebbe raggiungere il miliardo di euro. A contendersi la torta saranno una trentina di operatori, ma solo una decina ne ricaveranno dei grandi vantaggi. Il grande successo verrà dai giochi da casinò ed in particolare dal poker, novità assoluta per l'Italia».