Ue: tariffe di accesso alte Per l’Agcom modello ok

È guerra tra la Commissione Ue e l’Agcom sulle tariffe unbundling. Bruxelles ha infatti chiesto all’Authority italiana di ricalcolare i costi dell’accesso alla rete Telecom utilizzando i dati di una società efficiente che gestisce una rete in rame di nuova costruzione. Secondo la Commissione «i prezzi proposti dall’Agcom non tengono conto sufficientemente dei costi commerciali e di manutenzione sostenuti da un operatore efficiente che gestisce una rete in rame di nuova costruzione. Da qui, il rischio che gli operatori alternativi si trovino a dover pagare prezzi più elevati di quelli generalmente esigibili per un accesso di alta qualità a una rete moderna». E il commissario Neelie Kroes ha aggiunto: «Invito l’Agcom a riesaminare il calcolo dei prezzi di accesso a Telecom, applicando in modo coerente il proprio modello per determinare i costi commerciali e di manutenzione». Pronta la risposta dell’Agcom che prenderà una nuova decisione nelle prossime settimane considerando i rilievi mossi dalla commissione europea. «Terremo in massimo conto le osservazioni della commissione europea e prenderemo una decisione finale nelle prossime settimane - ha detto il presidente Corrado Calabrò- La Commissione ha apprezzato il nostro modello e fornito indicazioni per il suo ulteriore affinamento». Ma qual’è il motivo del contendere? L’aumento del canone di unbundling proposto dall’Agcom farebbe passare lo stesso dagli 8,49 cent attuali a 9,48, con tappe intermedie. Un aumento di 99 cent (al 2012) che ha portato i concorrenti (Fastweb, Wind, Vodafone e Tiscali) a fare numerosi viaggi a Bruxelles per convincere l’Ue a bloccarlo. Sotto accusa sono le componenti di costi di manutenzione e commerciali, troppo alte secondo i concorrenti. Di parere diverso Telecom. Per l’ex-monopolista infatti anche a 9,48 i costi di accesso alla rete resterebbero tra i più bassi d’Europa, la cui media è intorno a 9,70 cent.