Ue, tre arresti per corruzione Nei guai ex assistente di Marini

Italiani sotto accusa a Bruxelles per gli appalti a Tirana e New Delhi

da Bruxelles

Torna a spuntare la pista della corruzione nei palazzi dell’Unione Europea a Bruxelles e a cadere nella rete sono tre italiani, messi agli arresti domiciliari dalla procura della capitale belga e indagati anche da quella di Potenza, nella penisola. A finire nel mirino dei magistrati, dopo un lungo esame dell’Olaf (l’ente contro le frodi delle istituzioni europee), un funzionario delle relazioni esterne, Giancarlo Ciotti, 46 anni; un imprenditore figlio di immigrati in Belgio, il 60enne Angelo Troiano e infine il 39enne Fabio Tricarico, assistente parlamentare oggi dell’ex-calciatore Gianni Rivera (Margherita) ma in precedenza al fianco di Gerardo Bianco e poi - all’epoca dei fatti su cui si va indagando - di Franco Marini. Che prima di essere eletto in Senato e divenirne il presidente, è stato europarlamentare nel gruppo della Margherita.
Corruzione, truffa, associazione a delinquere le accuse mosse nei confronti del trio. Che, a quel che è trapelato, avrebbero gonfiato le spese per forniture nelle «mini-ambasciate» della Ue sparse per il mondo. I tre italiani sono stati interrogati e «hanno parlato molto», ha riferito il portavoce della procura federale di Bruxelles Jos Colpin. Al centro dell'inchiesta, che era già stata avviata dalla precedente Commissione di Romano Prodi, vi sarebbero in particolare presunte tangenti incassate per la realizzazioni di delegazioni della Commissione a Nuova Delhi e a Tirana. Dai documenti del materiale sequestrato dagli inquirenti della procura, ha spiegato il portavoce della procura, i contratti irregolari ammonterebbero «a decine di milioni di euro» e quindi anche le tangenti sarebbero da «milioni di euro». Il 30 giugno 2004 l'Olaf, l'unità antifrode dell’istituzione europea, ha quindi contattato la procura belga che ha iniziato le indagini il giorno successivo. Grazie al lavoro del Ciotti - che figurerebbe in servizio all'Unità K6, che si occupa di «sviluppo dei servizi esterni, formazione e scambio con gli Stati membri e questioni protocollari e diplomatiche» e dunque in condizione di gestire bilanci e gare d’appalto per le sedi extra Ue - molti degli incarichi erano affidati al Troiano, titolare di un consorzio immobiliare e di diverse aziende nella capitale belga, dove è conosciuto anche per la presidenza del locale club di supporter della Ferrari. Ignoti invece fin qui, i motivi del coinvolgimento dell’assistente parlamentare di Gianni Rivera. L’ex-calciatore si è detto «sorpreso e senza parole» per la notizia dell’arresto del suo collaboratore. «Non ho idea di che si tratti né mi ero accorto di alcunché. Prima di esprimermi voglio capire bene cosa sia accaduto» ha proseguito, rilevando di aver assunto Sergio Tricarico perché «mi era stato raccomandato da Franco Marini».