Uefa, la Fiorentina pareggia a Glasgow

Contro i Rangers partita senza gol, pochissime anche le emozioni. Mutu delude, Pazzini non fa di più: si deciderà tutto il 1° maggio a Firenze nella sfida di ritorno

Forse è solo una grande illusione ma i Rangers visti ieri sera a Ibrox non possono rappresentare un problema. Se hanno un gioco diverso dal catenaccio più spericolato d’Europa lo mostrino, d’altronde non si buttano fuori Panathinaikos e Sporting senza un minimo di idee. Ieri sera non sono riusciti a mettere in fila tre palloni, d’accordo le pesantissime assenze ma i sostituti hanno dimenticato alla grandissima il copione. Un tempo nella loro metà campo a rilanciare il pallone più lontano possibile verso l’unica punta Janclaude Darcheville, un francese in evidente sovrappeso, un Romario più tarchiato e assolutamente lontano alcune galassie dal fenomeno brasiliano. Stretto nella morsa fra Gamberini e Ujfalusi ha toccato due palloni di numero e ogni volta che cadeva lasciava una buca a ricordo.

Smith ha dovuto tamponare assenze pesantissime, per prima il capitano Ferguson, ma è realmente imbarazzante giustificare la prestazione degli scozzesi nella prima semifinale Uefa. E non è tutto, controlli di palla approssimativi, neppure il piacere di ammirare il tradizionale stacco aereo. Unica spiegazione plausibile da parte di Mr Smith è il nuovo corso di queste semifinali europee: evitare di subire gol in casa e soprattutto evitare di compromettere l’esito del doppio scontro fin dalla gara di andata.

In questo i Rangers hanno centrato in pieno l’obiettivo con almeno nove uomini dietro la linea della palla, con i viola incapaci di giocare rasoterra, soluzione che metteva regolarmente in difficoltà i rigidi difensori scozzesi.

Un tempo senza emozioni, un secondo in fotocopia, l’unica la concede Adrian Mutu ma con il calcio ha poco a che fare. Il romeno, diffidato, ha colpito con la mano un cross dalla destra in piena area scozzese, il greco Vassaras lo ha graziato. È stato il rischio più grave corso dalla Fiorentina, nonostante Vassaras abbia tentato di rendere meno pesante il divario fra le due squadre fischiando sempre a favore degli scozzesi le situazioni dubbie. Ma erano minuzie, stracci che volano, niente che potesse impensierire l’inoperoso Sebastien Frey.

Unici segnali non esattamente tranquillizzanti sono stati l’incapacità di Liverani e Montolivo di costruire qualcosa di valido e la sensazione che non appena i Rangers accennavano a un’azione di rimessa, dietro Gamberini e soci entrassero in inspiegabile agitazione. Ma i Rangers hanno usato il medesimo atteggiamento per tutta questa coppa Uefa e sono arrivati fin qui, questo non lascia tranquilli. Il colpo finale Mr Smith lo ha tirato a mezz’ora dalla fine quando ha tolto le due punte, si fa per dire, l’inguardabile Darcheville e lo spagnolo Novo.

La Fiorentina non ha mai calciato in porta, Mutu non pervenuto, Pazzini un fantasmino che prosegue il suo digiuno in Europa, i viola saranno sicuramente soddisfatti di questo 0-0 ma il risultato sembra proprio sorridere agli scozzesi che con una manciata di riserve hanno superato indenni un impegno insidioso senza subire reti.