«Uffici anti-aborto in ogni ospedale»

A Milano ci sono riusciti. «La clinica Mangiagalli, una delle più famose d’Italia dove si fanno regolarmente gli aborti, ha creato due stanze dove i nostri volontari - spiega il Movimento per la vita - informano le donne sugli aiuti (materiali e morali) che possono ricevere se decidono di non interrompere la gravidanza». E lo stesso si vorrebbe in Liguria. «A partire dal Gaslini, un ospedale simbolo per l’assistenza ai bambini dove si fanno molte analisi prenatali e quindi interruzioni di gravidanza» dice Paola Musso, responsabile del Cav (Centro aiuto alla vita) cittadino. «Nell’Asl 3 genovese, nel 2005, abbiamo avuto quasi un aborto ogni due bimbi nati, 1.985 su 4.581 nascite - aggiunge Roberto Revello, ex presidente del Forum ligure delle famiglie-. Spesso chi abortisce lo fa per solitudine e paura, noi vogliamo che le donne siano informate, prima di scegliere se farlo o meno, che esistono delle alternative». Che cosa significhi concretamente lo spiega Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita: «Chiediamo che ospedali e consultori famigliari ci concedano una stanza o collaborino con noi, che siano appesi i manifesti col nostro numero verde 800813000. In questo, la Regione può fare molto».
Ne è convinto anche Alessio Saso (An) che un anno fa ha presentato un disegno di legge in materia. Ieri il Movimento per vita ligure ha invitato i capigruppo di tutti i partiti a dire la loro. «Siamo disposti a scegliere con gli altri partiti i mezzi migliori, anche cambiando il testo della legge» dice Saso. All’appello hanno risposto Gino Garibaldi di Forza Italia («non vogliamo cancellare la 194, ma applicarla in toto dando effettiva libertà di scelta alle donne») e Piero Macchiavello della Lista Biasotti. Ulivo e Italia di mezzo hanno inviato dei loro rappresentanti. Saso però è pessimista: «A giugno la giunta ha espresso un parere negativo sulla mia proposta anche se questo non rientrava nei suoi compiti. Così ha influenzato chi, nel centrosinistra, era aperto al dialogo».
Nel frattempo, restano le proposte dei volontari. Eraldo Ciangherotti del Cav Inguano vorrebbe che i volantini dell’associazione fossero presenti nei consultori di Savona e Albenga, Agostina Rossetto del Cav imperiere chiede che a tutte le donne che arrivano all’ospedale di Imperia con la richiesta di aborto sia consegnato il volontino intitolato «guida ai servizi di sostegno alla maternità», con i recapiti delle associazioni.
Abbiamo contattato il Gaslini e l’Asl imperiese e siamo in attesa di risposte. Gli interni della direzione dell’Asl 2 savonese, invece, ieri pomeriggio non rispondevano.