Uffici pubblici, "l'antibiotico" Brunetta fa guarire quasi tutti i malati

Il giro di vite imposto dal ministro ha modificato i
comportamenti dei dipendenti statali. In alcuni comuni della Lombardia,
le assenze a gennaio 2009 sono diminuite dell’87% rispetto all’anno
scorso

Quelli che per un colpo di tosse se ne stavano a casa cinque giorni, adesso sono al lavoro. Gli allergici alla fatica - come i pasdaran del solitario al computer, in orario d’ufficio - sanno che la cuccagna è finita. E, attenzione, questa non è una magia da Mandrake bensì l’effetto Brunetta.
Sì, è il risultato del giro di vite contro i fannulloni nella pubblica amministrazione imposto dal ministro della Funzione pubblica. Se ne non ci credete, be’ leggete il numerino, le percentuali che stanno dietro il segno meno della tabella «variazioni delle assenze per malattia dei dipendenti pubblici rilevate nella regione Lombardia»: 87,3 per cento in meno di assenti nel comune di Inzago nel gennaio 2009 rispetto al gennaio 2008, 74,2 per cento sempre meno al comune di Lainate, 72,7 a Cornaredo, 67,9 a Cernusco, 67,7 a Arese, 65,4 a Gorgonzola, 63,7 a Seveso. E, ancora, meno 63,7 a Rho, 62,9 a Corbetta e 60,8 a Vimercate.
Ma non finisce qui. L’azione del governo ha modificato strutturalmente anche i comportamenti dei pubblici dipendenti all’ospedale civile di Vimercate (-59,9 per cento di assenze), all’azienda ospedaliera di Garbagnate (-47,4), di Melegnano (-46,9), al Cà Granda di Milano (-44,1) e alla Asl 2 della Provincia di Milano (-41,7). Riduzioni, evidentemente, talmente rilevanti che spingono il ministero della Funzione pubblica ad osservare come «sembra ormai consolidarsi nel pubblico impiego un comportamento di maggiore responsabilità ispirato a principi di correttezza professionale e di riconoscimento del merito».
Valutazione, nero su bianco, che si declina pure per il personale della Regione Lombardia (-46), quello dell’amministrazione provinciale di Milano (-37,2) e del Comune di Milano (-30,5). Naturalmente, la riduzione dell’assenteismo vale anche per il personale delle sedi dell’Inps, dell’Enpals, dell’Inail e dell’Inpdap. Scostamenti più che sensibili, insomma. Buone notizie, dunque: con la Lombardia, già virtuosa, che conquista nuovi esempi positivi e migliora le proprie performance. Obiettivo centrato nella lotta senza quartiere alle braccia incrociate, alla pigrizia che torna assai utile ai cittadini.
Ci sono però, non cela il ministero di Brunetta, alcuni comuni del Milanese dove le variazioni delle assenze per malattia dei dipendenti nel gennaio di quest’anno hanno registrato un aumento rispetto ai valori dello scorso anno: si tratta dell’amministrazione di Novate Milanese (più 8,5), Mediglia (più 9,1), Cormano (più 12,6) e, infine, Cerro Maggiore che conquista la maglia nera toccando quota più 25 per cento.