È ufficiale: dall’Unione imposte sui Bot al 20%

Da Roma

Se l’Unione andrà al governo i titoli di Stato saranno tassati con un’imposta vicino ai venti punti percentuali. A ribadirlo ieri è stato il candidato premier della sinistra Romano Prodi. Per quanto riguarda i buoni del Tesoro già in corso, ha assicurato, «la tassazione resterà al 12,5 per cento», mentre quelli di nuova emissione «verranno tassati intorno al 19-20 per cento». Anche ieri il dibattito elettorale è stato quasi completamente occupato dalla polemica sul fisco, tra il fuoco del centrodestra sulle proposte dell’Unione e i leader della sinistra impegnati a smentire di essere il «partito delle tasse». In una conferenza stampa, il Professore ha ribadito la ricetta della sinistra, della quale fa parte anche una revisione delle rendite catastali degli immobili, compensata da una diminuzione dell’Ici da parte dei Comuni oltre al ritorno della tassa di successione per i «grandissimi patrimoni».
E nel mirino della Casa delle libertà c’è proprio il ritorno dell’imposta sull’eredità e la soglia di esenzione, dopo le incertezze emerse dall’uscita di Fausto Bertinotti alla trasmissione Rai Ballarò. «Prodi, come sempre succede, è costretto a smentire Bertinotti, ma lo fa con affanno e in ritardo. Ha paura che gli italiani capiscano prima del tempo che il vero leader dell'Unione è il segretario di Rifondazione comunista», ha commentato il presidente dei senatori di Forza Italia Renato Schifani. «Bisogna riconoscere a Bertinotti l’onestà intellettuale: infatti, dichiarando pubblicamente che gli italiani saranno chiamati a pagare la tassa di successione a partire da patrimoni di 180mila euro, ha chiarito ulteriormente l’unico vero progetto della sua coalizione: aumentare la pressione fiscale a carico dei cittadini», ha aggiunto il coordinatore degli azzurri Sandro Bondi.
La Casa delle libertà «non ha argomenti e fa soltanto «terrorismo» sui cittadini, inventando di sana pianta cose non previste nel nostro programma», ha protestato Pierluigi Bersani, responsabile programma dei Ds. Ma le tesi dell’Unione non convincono nemmeno il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini che si concentra sull’inasprimento fiscale per i titoli di Stato: «Alla fine l'Unione aumenterà le tasse anche su Bot e Cct di vecchia emissione. Altrimenti il cuneo fiscale resta tutto lì», ha commentato. Il problema è quello della copertura, «è lunare pensare di racimolare 10 miliardi con la lotta all'evasione fiscale per la riduzione del cuneo fiscale», ha aggiunto Casini. A ricordare che la ricetta di abbattere, anche se gradualmente, il costo del lavoro fa parte del programma del centrodestra è stato il vicepremier Gianfranco Fini: «Si deve andare avanti continuando progressivamente nella riduzione del cuneo fiscale sulle imprese e introducendo una riforma che Alleanza nazionale sostiene con grande convinzione: il quoziente di reddito familiare».