Ufficiale il divorzio tra Vieri e la Samp

Paola Balsomini

La «Bobo Story» finalmente è terminata. Ieri, con un comunicato, la Sampdoria ha ufficialmente detto addio, anche se in realtà al campo Vieri non si è mai visto, al suo «colpo di mercato». Dopo un lunghissimo tira e molla, voluto prima dal giocatore poi dal club di Corte Lambruschini, il matrimonio è definitivamente terminato, con una nota diramata poco prima delle 16 di ieri pomeriggio: «L'U.C. Sampdoria S.p.a. informa che, nella tarda serata di ieri, al termine di un sereno confronto tra l'amministratore delegato Giuseppe Marotta e il calciatore Christian Vieri entrambe le parti hanno convenuto che non esistessero più i presupposti per proseguire il rapporto professionale precedentemente definito». L'incontro definitivo è avvenuto a Milano e non è nemmeno stato facile dirsi addio dopo 30 giorni di gossip, veline e mare cristallino. È durato un mese, infatti, il rapporto tra il club di Riccardo Garrone e l'ex attaccante di Milan e Inter. Quasi un record delle coppie che scoppiano. Perché Bobo era arrivato il 9 luglio presentandosi alla folla, circa 2 mila persone, come il tifoso blucerchiato pronto a guidare la riscossa dopo la deludente stagione della formazione di Walter Novellino. Anzi in realtà il rapporto è durato un giorno soltanto perché a Bogliasco, il pomeriggio del raduno, lui non è arrivato.
Bobo ha svolto solo un allenamento, quando il ginocchio si è gonfiato e da lì il giocatore ha cominciato a pensare all'addio al calcio. Ha meditato, dopo essere tornato da Formentera, prima in Sardegna, poi a Milano Marittima, poi di nuovo in Sardegna. E alla fine, ha stabilito che sarebbe ancora stato molto utile alla Sampdoria, che gli aveva dato tempo fino al 10 agosto per decidere. Nel frattempo, dalla Val di Fassa, la squadra lavorava e forse nemmeno il club blucerchiato si sarebbe aspettato la frase sibillina: «Sono pronto». Quanto pronto era da stabilire, visto che la rieducazione sarebbe ancora stata molto lunga, dopo l'operazione al ginocchio subita quando ancora era al Monaco. Comunque lui voleva ancora vestire la maglia della Sampdoria. Nel frattempo però qualcosa è cambiato, perché non era facile inserire un giocatore «da copertina» in una squadra già amalgamata, già pronta a scendere in campo. E poi c'era la questione dell'ingaggio: 800 mila euro che sarebbero diventati un milione e mezzo con i bonus per i gol segnati. Bisognava trovare una soluzione, ma la società si era detta disponibile a riaccogliere a braccia aperte il suo giocatore: «Vieri - aveva detto l'amministratore delegato Beppe Marotta - ha manifestato la volontà di tornare ad allenarsi con noi, quindi la Sampdoria si rende disponibile. Lui è un campione che può dare ancora qualcosa alla causa e speriamo che abbia tutti i requisiti per poter fare bene. Il mondo del calcio così come ti esalta, poi ti lascia anche solo in alcuni momenti, per cui bisogna anche capire un ragazzo di 33 anni che è passato da momenti di esaltazione a un grande sconforto e va comunque rispettato». Poi in appena una giornata qualcosa è cambiato, c'è stato il ritorno dall'Argentina del presidente Riccardo Garrone e la linea è cambiata: la Sampdoria ha preferito, e la volontà a questo punto era solo quella del club blucerchiato, indirizzarsi verso la rescissione del contratto. Troppo difficile continuare un rapporto in realtà mai veramente iniziato, anche perché prima sembrava lo stesso giocatore a non avere più stimoli, pronto ad arrendersi dopo aver perso il Mondiale e dopo i soliti problemi al fisico. La Samp alla fine gli ha detto addio, Vieri ne ha preso atto e si sta guardando intorno.
Al mare o no, ieri, alla presentazione dei sessant'anni della squadra il bomber ovviamente non c'era. Al Ferraris c'erano invece più di 15 mila tifosi (compreso Toninho Cerezo) che non gli hanno risparmiato qualche fischio. Poi tanti applausi, a Flachi, Bonazzoli e al presidente Riccardo Garrone che non ha risparmiato una frecciata al mondo del calcio. «Ci prepariamo - ha detto - ad affrontare un calcio diverso, finalmente pulito. In passato mi sono assunto la responsabilità di giocare un ruolo nuovo nel pianeta calcistico e forse per questo siamo stati puniti in campo».
È poi cominciata la passerella dei giocatori che per l'occasione hanno indossato la nuova divisa dalle tradizioni antiche, con lo sponsor inserito sotto la fascia blucerchiata per non snaturare il marchio storico sampdoriano, e con i calzettoni a righe bianche e blu.
Alla fine di nuovo Garrone: «ai tifosi dico ci rivedremo presto per quello che sarà il campionato della riscossa».