Ufficiale: stadio negato agli ultras rossoneri

(...) essere acquistati soltanto presso la biglietteria dello stadio fino a sabato sera alle ore 19.00 e la vendita sarà vietata il giorno della gara. Fin qui nessuna sostanziale novità rispetto alle misure già ipotizzate nei giorni scorsi negli ambienti di prefettura e questura. Ma l’ordinanza firmata da Romano prevede anche il divieto di vendita cumulativa dei biglietti, di cui fino ad oggi non si era parlato. In pratica ogni tifoso che vorrà assistere a Genoa - Milan potrà acquistare un solo biglietto, esibendo il suo documento d’identità. Non sarà più possibile per i tifosi fare incetta di tagliandi per amici e conoscenti (prima se ne potevano acquistare quattro a testa). Ma nel corso della riunione il prefetto e il questore hanno voluto precisare che nella vendita dei tagliandi non verrà fatta nessuna discriminazione sulla base della residenza in Liguria. Vale a dire: un singolo tifoso milanista, residente ad esempio a Pavia, potrà comprare il biglietto della partita recandosi a Genova presso la biglietteria dello stadio. Perché la finalità dell’ordinanza è propria quella di scongiurare l’arrivo a Genova degli ultras del Milan organizzati nei club. Si vogliono evitare incidenti e incontri troppo «ravvicinati» tra le tifoserie dopo i segnali ben poco incoraggianti arrivati dalle stesse nelle ultime settimane. Lo stesso responsabile della società Milan ha precisato che non esiste più alcun dialogo con i capi ultras rossoneri. Mentre i supporters genoani più accesi - si legge nell’ordinanza - hanno manifestato l’intendimento di attuare iniziative violente nei confronti dei tifosi rossoneri. «Io non posso certo vietare ai sostenitori milanisti di venire qui a vedere la partita - precisa Giuseppe Romano - L’ordinanza si rivolge, invece, a quella parte oltranzista delle due tifoserie che lancia messaggi che dopo dodici anni speravamo e credevamo ormai superati. É triste che dopo tanto tempo dobbiamo ancora gestire questi protagonismi di violenza, è una sconfitta che fa male al calcio». Il prefetto ha poi aggiunto che sulla base di quanto deciso dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, l’osservatorio sulle manifestazioni sportive in programma oggi a Roma «potrà solo prendere atto che si tratta di una partita ad alto rischio». Di solito l’osservatorio romano si limita a indicare il grado di rischio del match (in questo caso 3 o 4), ma è difficile pensare che possa contraddire il provvedimento genovese. «Anche perché - sottolinea il prefetto - in questi giorni ci siamo sentiti molte volte». Per ridurre al minimo qualunque rischio di incidenti e disordini soprattutto dai cosiddetti «cani sciolti» le forze dell’ordine effettueranno controlli capillari al di fuori dello stadio, alle barriere autostradali e nelle stazioni ferroviarie. La speranza alla fine è che prevalga il buon senso. Come si augura il presidente dell’associazione club genoani Leo Berogno: «Facciamo nostro l’appello lanciato già dal papà di Spagna. A chi critica il nostro silenzio fino ad oggi rispondo che neanche dalla tifoseria organizzata rossonera sono arrivati in questi anni messaggi distensivi. Comunque domenica vogliamo che sia solo una partita di calcio».