Ughi: ecco le mie idee per salvare la classica

In programma una lezione «musicale» per gli studenti e dieci concerti gratuiti con musiche di Mozart e Paganini

Jacopo Granzotto

Il potere del gratuito contro la fuga dalla musica classica. Ci riprova Uto Ughi, che per l’ottavo anno tra «Omaggio a Roma» e «Uto Ughi per Roma» porta nella capitale e in provincia la classica senza il prezzo del biglietto.
Uno sforzo divulgativo tendente al vano se è vero che la fuga dalle sette note (note e non campionature) sta diventando irreversibile. Le grandi multinalizinali hanno, infatti, da tempo decretato la lenta morte del supporto audio (cd, dvd audio) in favore delle cosiddette autostrade telematiche (internet, IPod, Mp3). Una manna per le orecchie foderate.
La capitale, con i suoi mille festival e auditori, diventa ufficialmente la trincea dei difensori del suono e dunque dei concerti di musica classica, il pane per crescere musicalmente educati. Il festival parte il 20 settembre e si chiude il 9 ottobre (biglietti da ritirare fino ad esaurimento posti da Messaggerie Musicali in via del Corso dalle 15 alle 18). Dieci concerti gratuiti, a partire dalla serata inaugurale all’auditorium Conciliazione (che per l’occasione si presenta restaurato) durante la quale Ughi rivestirà il doppio ruolo di solista e direttore dell’Orchestra «I Filarmonici di Roma». In programma musiche di Mozart e Paganini. Tra gli altri appuntamenti da segnalare la lezione concerto per gli studenti delle scuole medie superiori (27 settembre a Santa Sabina all’Aventino) e la consegna del premio alla carriera a Giorgio Albertazzi (il 9 ottobre al Teatro dell’Opera).
«Quest’appuntamento è qualcosa di più - dichiara Ughi - basta con i nomi altisonanti, per questi c’è Santa Cecilia, vogliamo attirare i giovani alla fruizione della musica classica». Una «provocazione culturale», come la chiama Ughi, davvero ardita. «È una battaglia contro il sistema dello spettacolo - continua - in particolare contro i palinsesti tv che ignorano sistematicamente la musica in prima serata». Una battaglia, questa, sposata dagli assessori provinciale Vita e comunale Borgna presenti alla conferenza stampa. Anche se il realista Borgna ha etichettato, lui che la musica la ama e la conosce come pochi, la missione come «impossibile». Del resto basta vedere quante persone nel corso di una giornata entrano in un negozio di dischi per acquistare classica. Forse Ughi dimentica che la musica in prima serata ci sarebbe pure: il Festivalbar, le Napoli ieri, oggi e domani. E poi le Music farm con le vecchie glorie in disuso. Tutte trasmissioni da share ridicolo. Ora le cose sono due: o si spernacchia il musicofilo esigente o si litiga con chi i soldi li caccia. Comanda la pubblicità o no?