Ughi, il violino insegue Brahms con la Filarmonica di Stoccarda

Il musicista eseguirà anche la seconda Sinfonia di Beethoven

Che fare per sostenere la musica? «Non arrendersi mai». La risposta è di Uto Ughi violinista che da sempre alimenta questa sua massima con proclami pro-giovani, con invettive contro le disfunzioni del sistema-musica italiano, con progetti volti alla tutela del patrimonio artistico italiano, anche quel bendidio che va oltre il rigo musicale: il caso del Festival Omaggio a Venezia finalizzato alla raccolta di fondi per il restauro dei monumenti storici della Serenissima. «Omaggio a Roma», altra sua creatura, è stata pensata per accorciare la distanza fra la musica e il pubblico giovanile. Ughi sarà in città stasera ospite della Società dei Concerti, assieme all’Orchestra Filarmonica di Stoccarda, diretta da Gabriel Feltz. Proporrà il Concerto di Brahms cui seguirà la seconda Sinfonia di Beethoven.
Ughi è l’artista che fa viaggiare l’Italia nel mondo. Di Busto Arsizio (classe 1944), ma ora fra le residenze di Roma e sul lago di Garda, è cresciuto in una famiglia dove si consumava musica nella stessa misura in cui la famiglia media d’oggi si rapporta alla tv. Anche a distanza di anni, Ughi ricorda con piacere le serate con il padre avvocato che, austriaco per parte di madre, si dilettava a suonare musica da camera. Quello stesso padre che consegnò il figlio prodigioso alle cure di insegnanti di casa nostra (Coggi, Ferraresi e Brengola i maestri) puntando poi su Parigi per il lavoro di lima. In Francia, Ughi chiuse il cerchio formativo nella bottega di George Enescu, già maestro di Yehudi Menuhin. Enescu, «una delle figure musicali più grandi del secolo passato. Quando l’ho incontrato non suonava più il violino, era piegato dall’artrite, completamente curvo: le sue idee musicali le trasmetteva al pianoforte e con la voce», rammenta Ughi.
Ughi suona assiduamente a Milano, per le Serate Musicali e per la Società dei Concerti, considerate «due istituzioni molto vivaci e aperte». E ancora, «quello milanese mi sembra un pubblico di grandi appassionati che mi segue da vent’anni: ormai stiamo invecchiando insieme». Spettatori (non solo di Milano) che seguono il violinista ovunque vada, perché Ughi è grande violinista ma pure personaggio carismatico. Nel frattempo è sorto un club di «Ughiani» secondo una prassi in genere legata al grande direttore di turno, specie se reduce di acerrimi scontri con città o enti (Claudio Abbado e Riccardo Muti esemplarmente).
Uto Ughi
stasera ore 21
Conservatorio
ingresso 20-25 euro
info: 02-66986956