Ugola d’oro Sugar: «Una multinazionale da 500 milioni di euro»

Intanto, quando il disco arriva nei negozi, la macchina commerciale è già partita da un pezzo. Tanto per dirla subito, l’operazione legata a «My Christmas» di Andrea Bocelli vale un investimento da tre milioni di euro, come conferma Filippo Sugar, presidente della Sugar Music che produce e distribuisce il disco in Italia e in tutto il mondo attraverso la Universal. Naturalmente la manovra riguarda la registrazione dell’album, lo speciale tv registrato a Los Angeles ma distribuito in tutto il mondo e tutte le spese di promozione. D’altronde, insieme con Laura Pausini, Andrea Bocelli è l’italiano che vende più album in ogni continente, con una percentuale altissima nel mondo anglosassone, Stati Uniti innanzitutto. Cifre clamorose. Finora, questo tenore lanciato dal Festival di Sanremo, ha venduto quasi sessanta milioni di album in meno di vent’anni, un impatto sul mercato che ormai se lo scordano persino i Rolling Stones.
E non sono soltanto gli album di canzoni pop a farsi comprare in libertà. D’accordo, il cd «Romanza» ha piazzato finora diciannove milioni di copie, un record. Ma ci sono anche i titoli di musica classica ad avere riscontri strepitosi: finora Bocelli vale tredici milioni di copie solo grazie ai dischi esclusivamente classici, diventando il tenore più venduto della storia. «Per fare un conto semplicistico – spiega Sugar – se consideriamo una media di dieci euro a disco, finora Bocelli ha movimentato circa cinquecento milioni di euro».
Un bilancio da multinazionale. Con un’aggiunta: i concerti. Andrea Bocelli riempie le arene in tutto il mondo e, tanto per fare un esempio, qualche anno fa alla National Car Arena di Fort Lauderdale vicino a Miami, Bocelli raccolse più spettatori degli U2 che si esibivano il giorno dopo. Ed è così ovunque, Italia compresa. «Ma lui è sempre all’estero, fa fatica a fare tour italiani» spiega Sugar. Però quando si è esibito in Piazza Duomo a Milano c’era la gente fin là in fondo in Galleria, a dimostrazione che questo tenore prestato al pop vale tanto oro quanto canta.
PG