La Uilm si converte: «Per salvare l’industria torniamo al nucleare»

Rilanciare il nucleare, sul quale si giocano le maggiori speranze di sviluppo della nostra industria: la proposta - dopo le numerose prese di posizione favorevoli seguite alle considerazioni del premier Silvio Berlusconi - viene dal segretario generale della Uilm di Genova, Antonio Apa. Che osserva come non si debbano disperdere le competenze e il patrimonio tecnologico, ma eventualmente acquisirne altro. Secondo Apa, comunque, è un errore l'idea «che coltiva qualcuno nel governo di cancellare l'addizionale Enel destinata allo smantellamento e alla messa in sicurezza degli impianti per alleggerire la bolletta della luce. Questo toglierebbe risorse disponibili e pronte non solo per realizzare la dismissione e la messa in sicurezza delle quattro centrali nucleari presenti sul territorio nazionale, ma anche per garantire alle aziende italiane, come Ansaldo Energia, Gruppo Camozzi e altre, di operare in un settore che promuove la crescita tecnologica». Il sindacalista sottolinea che avendo «il governo, ed in particolare il ministro Claudio Scajola, riconosciuto la centralità dell'Ansaldo nell'ambito di una possibile ripresa del nucleare, dovrebbe muoversi di conseguenza su tre aspetti». Primo, farsi promotore di un'intesa tra Finmeccanica e Sogin, secondo vigilare sulle risorse che sono già disponibili e indirizzarle allo smantellamento delle centrali, terzo far rinascere il sistema nucleare basandosi sulle recenti iniziative Enel circa il nucleare all'estero (acquisizione dell'ente elettrico slovacco che possiede varie centrali di cui due da completare e il recente accordo italo-francese) con un appropriato supporto del governo. Questo, conclude Apa, «può portare ricadute qualificanti per l'industria nucleare italiana, presupposti per la riaffermazione di una capacità nazionale di costruzione di nuovi impianti».