Ulivieri: «Vedo il Bologna in vantaggio»

Gian Piero Scevola

La Via Emilia perde i pezzi e nessuno meglio di Renzo Ulivieri, per 4 anni sulla panchina del Bologna e per una stagione e mezza su quella del Parma, può cercare di spiegare perché il calcio emiliano sia caduto così in basso.
Tramonta un’epoca sulla Via Emilia: nel prossimo campionato l’Emilia-Romagna avrà un solo club in A.
«Non me lo sarei mai aspettato, soprattutto non avrei mai voluto vedere uno spareggio retrocessione tra Bologna e Parma. Della mia permanenza a Bologna e Parma conservo comunque ottimi ricordi».
Ma è riuscito a individuare il perché del crollo delle due?
«La mia prima sensazione è di incredulità. Basta ricordare che a metà campionato il Bologna pensava all’Uefa. Il Parma invece, malgrado i gol di Gilardino, annaspava un po’, ma con le seconde linee andava comunque avanti in Europa».
Stranezze del calcio allora?
«Il calcio è bello anche per questo, perché il Bologna ha avuto un caotico finale di campionato, con tanti infortunati, mentre il Parma ha fatto i punti che doveva fare. Sono state altre squadre che sono andate al di là delle previsioni».
Nella sua lunga carriera le è capitato di doversi salvare nel finale. Che consigli darebbe allora a Mazzone e Carmignani?
«Sarebbe una bestemmia voler dare un consiglio a un maestro come Mazzone. E neppure a Carmignani posso darne. Anche perché ho lavorato con entrambi: quando Mazzone era nella Fiorentina, io allenavo la primavera viola; a Parma invece Carmignani era il mio preparatore dei portieri».
Ma come si vive la vigilia di uno spareggio?
«Qualcosa di simile l’ho provato nell’Empoli, anche se non era spareggio, ma è un’esperienza che preferirei non fare, gare simili ti portano via dieci anni di vita. Nervosismo, tensione, ansia, disperazione, frustrazione: tutto ti cade addosso, non si respira più, non si vive più».
Ma perché, da Piacenza fino a Rimini (comunque promosso in B), passando per Parma, Reggio, Modena, Bologna e Cesena, la Via Emilia perde i pezzi?
«Tutte queste società hanno sempre cercato di pensare prima ai bilanci. A Gazzoni interessa far tornare i conti e bene ha fatto a parlare di doping amministrativo in tempi non sospetti, perché in tanti pensano prima al risultato e poi a far quadrare i conti e i bilanci».
Quale giocatore sarà determinante tra Parma e Bologna?
«Nessuno in particolare, nemmeno Gilardino. Conterà l’approccio alla gara, gli equilibri psicologici, la serenità, la tranquillità, la condizione fisica. E nell’andata vedo favorito il Bologna, proprio per i sei squalificati che si ritrova il Parma».

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