Ulivo, no al sondaggio bipartisan

La battaglia, per ora, è sui sondaggi. È di ieri quello commissionato dalla Margherita e pubblicato dal «Secolo XIX» che dà Marta Vincenzi (Unione) in vantaggio sul candidato della Cdl, Enrico Musso, nella corsa a sindaco della città: 58 per cento a 37. Una mossa contestata dalla Cdl perché prematura («mancano troppi giorni al voto») e poco chiara («chi l’ha passata al giornale non ha indicato metodo delle interviste e domande, la società che l’ha fatto lavora con molti enti vicini alla sinistra»).
Da qui la proposta di Musso e di Renata Oliveri, candidata della Cdl alla Provincia: «Siamo aperti ad affidare di comune accordo con gli altri candidati al Comune e alla Provincia, dividendoci la spesa, un sondaggio a una società specializzata, indipendente e di solida reputazione nazionale, e di divulgarlo attraverso i media ai cittadini».
Un sondaggio bipartisan, insomma, che non piace però all’Unione. «L’unico sondaggio comune ci sarà il 27 maggio, con il voto - spiegano i collaboratori di Marta Vincenzi-. La proposta della Cdl non ha senso, i sondaggi sono strumenti di lavoro, i dati usciti stavolta sono gli stessi di cinque anni fa». Ma qual è l'utilità di un sondaggio adesso? «Non l’abbiamo commissionato noi».