Ulster, una corsa contro il tempo a caccia di una bomba della Real Ira

All'indomani delle manifestazioni per la pace in Irlanda del Nord, la polizia cerca un ordigno di 135 chili che i terroristi hanno fatto passare dalla frontiera con il Sud

Dopo il giorno della protesta silenziosa contro la violenza, dopo che migliaia di persone sono scese in piazza dietro lo slogan «End this madness» (basta con questa follia), l'Irlanda del Nord procede sulla strada del no al terrorismo, ma tiene alta la guardia. La polizia, che ha perso uno dei suoi uomini nell'imboscata di lunedì notte, sta cercando un ordigno di 135 chili che i dissidenti della «Real Ira» - autori dell'agguato in cui ha perso la vita l'agente Stephen Carroll, 48 anni - secondo fonti di intelligence sarebbero riusciti a far penetrare attraverso il confine meridionale con la Repubblica d'Irlanda. Una corsa contro il tempo per impedire che l'Ulster subisca un altro attacco in grado di compromettere il processo di pace. «L'allarme rosso è scattato lunedì - ha spiegato una fonte dei servizi di sicurezza al quotidiano The Guardian - e il problema è che nessuno, sia nella polizia nord-irlandese che in quella dell'Eire, sembra avere informazioni di intelligence riguardo alla sua destinazione». Poi la prospettiva più allarmante: «Si teme che nel nord possa saltare una bomba». L'ordigno sarebbe simile a quello rinvenuto il mese scorso a Castlewellan, nella contea di Down e mai esploso.
Eppure - a giudicare dalla manifestazione di mercoledì in varie citta dell'Irlanda del Nord - i terroristi sembrano isolati da un'opinione pubblica stanca di sangue e violenze e dai giovani che non hanno vissuto sulla loro pelle i Troubles ma che attraverso i racconti dei familiari sanno che quell'orrore non garantirà alcun futuro né ai cattolici né ai protestanti della «provincia». E anche i membri dell'Ulster Defence Association, l'organizzazione paramilitare unionista che si contrappone ai repubblicani, ha garantito oggi che non reagirà alla provocazione di un gruppo sparuto di irriducibili: «Questi sono atti di persone che vogliono creare problemi a entrambe le comunità e ci stanno in realtà avvicinando - ha detto al Times Jackie McDonald, «brigadiere» e capo supremo dell'Uda -. Dovremo lavorare insieme per superare questa fase e tutti devono restare pazienti e risoluti». Un intento che sembra corrispondere ai messaggi giunti agli unionisti protestanti: «Le persone - ha aggiunto McDonald - vengono da me e chiedono "per favore, non tornare indietro. Non farci tornare indietro». La polizia e l'intelligence sono al lavoro mentre l'Ulster cerca di andare avanti.