Ulster, Londra verso il ritiro E i bombaroli Ira si riciclano

Molti paramilitari irlandesi continueranno ad addestrare i terroristi colombiani e palestinesi. I contatti con Al Qaida

Fausto Biloslavo

All’indomani dello storico annuncio della rinuncia alla lotta armata degli irredentisti cattolici dell’Ira, l’esercito britannico ha iniziato a smantellare una delle sue principali basi. Il primo ministro irlandese, Bertie Ahern, pur esprimendo grande soddisfazione per la svolta mette le mani avanti e puntualizza che non è prevista un’amnistia per le azioni criminali compiute dall’Ira in passato. Anche se i guerriglieri hanno annunciato il disarmo c’è il rischio che i suoi migliori bombaroli continuino ad addestrare altri gruppi di terroristi, oppure collaborino con regimi discutibili. Ieri l’esercito britannico, in seguito all’annuncio dell’Ira, ha cominciato a smantellare una delle torri di guardia nella famigerata provincia a sud di Armagh a ridosso del confine con l’Irlanda. «Il capo della polizia e io abbiamo convenuto che è praticabile un'ulteriore ridimensionamento del profilo della sicurezza», ha annunciato il generale Reddy Watt, al comando delle forze britanniche in Irlanda del Nord. Oltre alla torre è prevista la chiusura della base di Forkill e la rimozione di un posto di osservazione presso il commissariato di Newtownhamilton. I primi segnali di ritiro hanno fatto infuriare gli unionisti protestanti che lo bollano come «un atto criminalmente irresponsabile».
Il governo britannico sta anche studiando la possibilità di far rientrare nei ranghi della società civile i paramilitari dell’Ira ancora alla macchia. Il primo ministro irlandese, Ahern, intervistato dalla Bbc, ha però spiegato che «verranno perseguite tutte le attività criminali condotte dall’Ira nel corso degli anni ed i relativi possedimenti finanziari. Non c’è amnistia, non si mercanteggerà».
I guerriglieri dell’Ira più esperti, meno propensi al compromesso o semplicemente timorosi di subire vendette potrebbero offrire sul mercato la loro “esperienza”. L’antiterrorismo inglese ritiene che l’Ira abbia già ricevuto 6 milioni di euro dalle colombiane Farc per addestramento sulle tattiche di guerriglia e soprattutto sulla confezione di macchine minate e trappole esplosive. Le Farc sono un gruppo guerrigliero marxista, che si sostiene grazie ai proventi del narcotraffico. Tre membri dell’Ira - Niall Connolly, James Monaghan e Martin McCauley - arrestati in Colombia, sono stati condannati a 17 anni di carcere. Nel dicembre scorso, mentre erano liberi sulla parola, sparirono. Secondo fonti dell’Interpol sarebbero fuggiti a Cuba. Dal 1998 almeno una quindicina di “specialisti” dell’Ira avrebbero addestrato le Farc in Colombia.
I legami fra l’Ira e i gruppi di guerriglieri palestinesi risalgono invece agli anni Settanta-Ottanta, quando gli irlandesi si addestravano nei campi libanesi e libici assieme ai miliziani dell’Olp di Yasser Arafat. Nel 2002 Paul Collinson, un esperto di esplosivi britannico assunto dalla Croce rossa come addetto alla sicurezza, aveva scoperto a Jenin, la roccaforte dei terroristi palestinesi in Cisgiordania, ordigni simili a quelli utilizzati nell’Irlanda del Nord. Mercenari dell’Ira avrebbero addestrato gli estremisti palestinesi anche come cecchini, aumentando il numero di vittime fra i soldati israeliani.
Più labili, ma pur sempre preoccupanti, i “contatti” con Al Qaida. Una cellula di algerini sgominata in Olanda utilizzava lo stesso acquirente d’armi dell’Ira. Gordon Thomas, ex agente dei servizi israeliani, ha descritto un complesso intreccio finanziario in cui Hamid Aich, uno degli ufficiali pagatori di Al Qaida in Europa, ha versato soldi su conti dell’Ira e dei terroristi baschi dell’Eta.
Gli irredentisti irlandesi hanno inoltre creato un impero criminale parallelo, che difficilmente verrà intaccato dal disarmo. Bobby Storey, che dirige l’intelligence dell’Ira, guida bande di rapinatori di élite che lo scorso dicembre sono state coinvolte nel furto di 26,5 milioni di sterline dalla Northern bank. Il contrabbando di benzina e diesel dall’Irlanda fa guadagnare all’Ira tre milioni di sterline l’anno. C’è infine il riciclaggio di denaro sporco dal mercato immobiliare di Belfast alla Libia dell’amico Gheddafi.