Ulster, pace a rischio dopo il secondo agguato in meno di 48 ore

LondraL’offensiva della nuova Ira miete la sua terza vittima in meno di 48 ore. Dopo i due soldati inglesi barbaramente uccisi nella pizzeria della loro base militare di Antrim, un poliziotto è stato assassinato lunedì sera nella cittadina di Craigavon, abitata da cattolici e protestanti, poco distante da Belfast, in Irlanda del Nord. Erano dieci anni che i terroristi dell’Ira non uccidevano un agente. Questa volta è toccato a Stephen Carroll, 48 anni, sposato con figli, freddato alla nuca mentre stava tentando di abbassare il finestrino dell’auto di servizio. Ieri la polizia ha effettuato due arresti in relazione al caso, un giovane di 18 anni, e un uomo di 37.
Sebbene rivendicati da due gruppi diversi di dissidenti - il responsabile del primo omicidio è il gruppo «Real Ira», mentre il secondo è stato rivendicato da «Continuity Ira» - la modalità degli attentati è molto simile. Niente conflitto a fuoco, ma un subdolo agguato. Carroll era entrato in azione dopo aver ricevuto una chiamata d’emergenza da parte di una donna che aveva allertato la polizia affermando che qualcuno aveva appena infranto il vetro di una delle sue finestre di casa. Colto di sorpresa Carroll non ha avuto neppure il tempo di reagire ed è morto in ospedale in seguito alle ferite riportate.
Ora Irlanda ed Inghilterra si trovano a dover fare i conti con una minaccia che sembrava dimenticata, qualcosa di più di un attacco isolato, un'offensiva vera e propria tesa a bloccare il processo di pace. «Continuity Ira», insieme al più numeroso «Real Ira» è uno dei gruppi che non hanno mai accettato l’accordo del venerdì santo del 1998. Ieri il capo della polizia Sir Hugh Orde li ha definiti «criminali psicopatici» assicurando però che nessuno vuole tornare indietro nel tempo. «Non ho intenzione di chiamare l’esercito a pattugliare le nostre strade - ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa a cui erano presenti il primo ministro Peter Robinson e il suo vice Martin McGuinness - non è necessario e non funziona». «Questa è una battaglia tra la classe politica e degli uomini armati e sarà la prima a vincere» ha aggiunto mister Robinson mentre McGuinness ha definito «futile l’azione dei dissidenti». «Gente che ha tradito l’Irlanda, le sue aspirazioni politiche, le speranze di tutta la nostra gente».
Una condanna unanime è giunta ieri dal mondo politico e da quello religioso. In un comunicato congiunto il vescovo cattolico John McAreavy e quello anglicano Harold Miller hanno definito l’assassinio di Carroll un’azione di fallimento morale. «Un’azione che comunque non danneggerà il processo di pace» ha aggiunto ieri il ministro inglese per l’Irlanda del Nord Shaun Woodward. Le parole del segretario tuttavia non possono cancellare l’evidenza: l’Ira è tornata. Adesso la questione più importante è capire quanto efficace possa essere la sua offensiva. Per i giornalisti che hanno seguito le vicende passate - commenta ieri l’editorialista della Bbc Mark Simpson - non c’è prova che i dissidenti repubblicani di oggi siano in grado di sostenere la stessa intensità delle violenze perpetrate dall’Ira nell’ultimo trentennio. Almeno, c’è da sperare che non sia così.