«Ultima chiamata» in un mondo anonimo

Come sarà una voce che si innamora, che cammina per Parigi, che interroga gli sconosciuti sul proprio destino? Protagonista di Ultima chiamata (Nottetempo, pagg. 296, euro 16, trad. Laura Barile) è la voce femminile che annuncia le chiamate dei treni alla Gare du Nord. Nella metafora esistenziale di arrivi, partenze, ritardi prende forma la quotidianità volatile degli umani metropolitani. Incontri, addii e strade sono nostri per un attimo. Poi si torna anonimi. Persino l’amore non ha calibro: è insieme intimo e distante, dipendente e occasionale. Straziante, sorprendente, l’esordio di Céline Curiol, classe 1975, ha incantato Paul Auster: «Uno dei più bei romanzi che io abbia letto da molti anni a questa parte, una delle opere di narrativa tra le più originali e le più brillanti scritte da un autore contemporaneo».