Ultimatum da Paolo Sarpi: «Dimenticati dal Comune viviamo tra smog e furgoni»

Il comitato del quartiere e i pochi commercianti italiani chiedono a Palazzo Marino di partire con la pedonalizzazione: «È approvata da quasi un anno»

La misura è colma. Il livello di esasperazione di residenti e commercianti di via Sarpi sta raggiungendo dei limiti preoccupanti. Un consiglio bollente ieri durante il quale le commissioni Commercio e Viabilità di zona 1 e zona 8 hanno cercato di fare il punto con cittadini e commercianti della zona - grandi assenti i rappresentanti della comunità cinese - per richiamare palazzo Marino alle sue promesse. Che fine ha fatto il tavolo di lavoro che era stato istituito nel 2003? Perché la ztl, la zona a traffico limitato, non è stata ancora realizzata, nonostante la delibera di Giunta del 5 aprile scorso? «Palazzo Marino ha paura delle possibili manifestazioni di qualche commerciante cinese?» azzardano polemicamente dal comitato ViviSarpi.
Una mozione bipartisan che sarà votata entro giovedì prossimo dai consigli di zona 1 e 8 richiami Comune e Regione alle loro responsabilità: riattivazione del tavolo, l’attivazione immediata della ztl, stesura di un progetto definitivo di pedonalizzazione entro il 29 febbraio, conseguente avvio della pedonalizzazione dopo 6 mesi di sperimentazione, costanza nei controlli i punti chiave.
«Via Sarpi e via Bramante sono “zone franche” - commenta amaramente Pierfranco Lionetto, presidente del comitato ViviSarpi - anche gli ambulanti italiani si sentono ormai in diritto di spadroneggiare in mezzo alle strade con i loro furgoncini. Ieri siamo arrivati al paradosso con un venditore ambulante di frutta e verdura italiano che picchiava un residente che si lamentava perché il furgone impediva il passaggio. Non si può più andare avanti così». Posizione simile quella dei commercianti, strangolati dalla concorrenza cinese: «Noi siamo favorevoli alla pedonalizzazione se questa viene messa in atto secondo un progetto adeguato, che preveda arredo urbano, livellamento della pavimentazione, alberi. Insomma il progetto di pedonalizzazione attrezzato - così si chiama in gergo tecnico - che il presidente della Camera di Commercio Carlo Sangalli ci aveva presentato nel 2005 era perfetto. Per la riuscita del progetto serve però la costruzione del parcheggio di via Montello».
E qui si intreccia un ulteriore problema: in via Montello ha sede la Piccola Scuola di Circo, che a, sua volta, sta aspettando che Palazzo Marino, con cui ha una convenzione di 19 anni, trovi una sede alternativa per permettere l’apertura dei due cantieri per gli scavi archeologici preliminari alla costruzione del parcheggio. «In attesa che venga costruito il parcheggio di via Montello - va notare Camilla Peluso della Scuola di circo - si potrebbero utilizzare i parcheggi di piazza Gramsci e di Bernini, che sono sottoutilizzati».
Insomma residenti e commercianti hanno già individuato tutte le scorciatoie possibili perché si possa finalmente partire con la delocalizzazione delle attività dall’ingrosso dei cinese, che potrebbero andare, come anticipato ieri dal Giornale in via dei Missaglia preludio alla realizzazione della pedonalizzazione di Chinatown. Gli uffici tecnici del Comune, però, viaggiano su altri tempi: «Entro il 2008 potremmo arrivare alla stesura di un progetto di pedonalizzazione, manca ancora il tavolo di lavoro».