Ultimatum di Al Qaida per liberare gli ostaggi italiani

Ultimatum di Al Qaida per la liberazione della coppia di ostaggi italiani rapiti in Mauritania, ma in gran segreto si intensifica la trattativa. I terroristi vogliono la liberazione di quattro capi bastone detenuti nelle galere del Mali. Il governo della vicina Mauritania ha incaricato gli ulema di trattare con i capi di Al Qaida dietro le sbarre. Il piano prevede un’amnistia in cambio della liberazione degli ostaggi occidentali (3 spagnoli, 1 francese ed i 2 italiani) e l’abbandono della lotta armata.
Nel frattempo i mediatori tribali incaricati dai servizi italiani di negoziare avrebbero raggiunto un accordo per la liberazione della moglie di Cicala. Non è ancora chiaro perché, ma Philomene Kaberee, originaria del Burkina Faso, non viene citata nell’ultimatum di Al Qaida. «Diamo al governo italiano 25 giorni di tempo - si legge nel comunicato pubblicato su un sito fondamentalista il 4 febbraio - I mujaheddin hanno chiesto il rilascio dei nostri prigionieri in cambio della liberazione di Sergio Cicala». Al Qaida nel Maghreb, la costola nord africana della rete del terrore, garantisce che «i nomi dei detenuti da liberare sono stati consegnati al negoziatore italiano». Uno scambio che deve avvenire entro il primo marzo, quando scadrà l’ultimatum. I tagliagole islamici fanno un chiaro riferimento all’Afghanistan sottolineando che il nostro governo è «coinvolto in una guerra contro l’Islam ed i musulmani». E mettono in guardia: «Prendete in seria considerazione le nostre legittime richieste se volete proteggere la vita del vostro cittadino».
I «magnanimi» terroristi hanno pure concesso altre due settimane di vita, fino al 20 febbraio, all’ostaggio francese Pierre Camatte rapito il 25 novembre. Il suo ultimatum era scaduto domenica scorsa. Nelle mani degli emiri di al Qaida, Abdelhamid Abou Zeid e Mokhtar Ben Mokhtar, ci sono anche tre cooperanti spagnoli sequestrati quattro giorni dopo il francese. Cicala e la moglie sono stati invece presi in ostaggio il 18 dicembre. I 6 occidentali vengono tenuti prigionieri nel nord del Mali. Dietro le quinte si stanno intrecciando le trattative. I sequestratori vogliono il rilascio di almeno quattro capoccia detenuti nelle galere del Mali. Gli italiani, secondo il giornale algerino Al Khabar, si sono affidati ad una tribù beduina locale, che avrebbe già dovuto ottenere la liberazione della moglie di Cicala. I servizi libici sono amici di molti alti ufficiali del Mali e danno una mano. Pronti a pagare togliendo dall’imbarazzo i governi europei. Al Qaida del Maghreb ha chiesto alla Spagna di rilasciare dei terroristi nordafricani detenuti nelle carceri iberiche. Non è escluso che fra i nomi consegnati all’Italia ci siano anche amici dei rapitori in carcere da noi. Un ruolo delicato e importante, nella partita a scacchi degli ostaggi, lo sta giocando il governo della Mauritania. Il presidente, Mohamed Ould Abdelaziz, ha incaricato gli ulema di trattare con i capi di al Qaida in carcere. Uno di questi, Maarouf Ould al-Heba, sembra aver accettato un accordo con il governo, che propone l’amnistia in cambio dell’abbandono della Guerra santa. Nel pacchetto dovrebbe rientrare anche la liberazione degli ostaggi occidentali.
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