Le ultime ore di vita

Mario Riccio (nella foto) è il medico che ha staccato la spina a Piergiorgio Welby. Anestesista rianimatore all’ospedale di Cremona, nella notte fra mercoledì e giovedì ha sedato e poi staccato il respiratore dell'uomo. Si era proposto per fornire approfondimenti su aspetti medici e anche per il suo contributo fattivo all’eutanasia. "Con Marco Cappato - rivela il medico nella conferenza stampa alla Camera - abbiamo preparato tutto cercando di evitare pressioni sulla mia persona, eravamo pronti a partire appena Piergiorgio ce l'avesse richiesto".

Queste le ultime ore di Welby, nel racconto di Riccio: "Lunedì sono stato a Roma dove ho conosciuto Piergiorgio, mi ha confermato la volontà di essere staccato dal ventilatore sotto sedazione. Superati alcuni aspetti tecnici come il reperimento di una vena in cui si poteva fare la sedazione, ieri sera come Piergiorgio ci aveva chiesto, aveva ricevuto la lettera del professor Ignazio Marino e aveva riflettuto, aveva saputo del pronunciamento del tribunale civile. Poi ieri sera gli ho chiesto se il ricorso della Procura modificasse qualcosa, ma mi ha detto che questo non cambiava il suo proponimento e desiderava la sedazione e l'interruzione della terapia”. Così è avvenuto.

Riccio poi svela altri particolari: "La causa della morte è stata per arresto cardiorespiratorio. Sono molto sereno e convinto di un percorso giuridico, etico e medicolegale. Vorrei chiarire - puntualizza - che la sospensione del trattamento sanitario è avvenuta al di là della sentenza del tribunale civile. Con i componenti della consulta di Bioetica abbiamo letto la sentenza, dove c'è scritto il diritto alla sospensione di una terapia". E su questo punto spiega meglio: "Mi era sembrata contraddittoria nel finale, e sembrava quasi impossibile però che il diritto fosse esercitabile. Negli ospedali si sospendono le terapie e che io sappia non ci sono procedimenti della magistratura. E questo non scuote le coscienze".