Le ultime parole: «Andiamo dagli sciamani»

da Milano

Chi li ha visti? Erano partiti sul finire di luglio alla volta dell’Ecuador, sarebbero dovuti tornare dopo venti giorni. Ma di Emiliano Eva, 28 anni, e Denis Tronchin, un anno in più, da oltre quaranta giorni non si più nulla. Spariti, volatilizzati.
«La polizia locale qualche giorno fa ha trovato due cadaveri ormai decomposti a Quito, si è pensato potessero essere i corpi di mio figlio e dell’amico - spiega Ivana Tronchi -. Abbiamo mandato agli investigatori le panoramiche dei denti per il confronto. I medici hanno risposto che non si tratta dei nostri ragazzi». Insomma, la speranza non si spegne.
Massimiliano e Denis cercavano l’avventura. Erano appassionati di sciamanismo, volevano addentrarsi nei meandri dello spiritismo, con loro, almeno per un parte di viaggio, c’era Francesco «Tsunki» De Giorgio, il maestro italiano che su Internet spiega di essere un «uwishin» (sciamano e curandero). Lui e gli altri suoi amici da tempo sono rientrati in Italia. E ai nostri funzionari del ministero degli Esteri hanno già raccontato tutto ciò che sapevano. E cioè che i due giovani avevano lasciato il gruppo ai primi di agosto e che da allora non hanno più avuto notizie di loro. «Ci avevano raggiunti a Quito e si sono aggregati al nostro gruppo, che inizialmente era formato da quattro persone. Con loro e con altri due che si sono aggiunti eravamo in otto, ma non tutti abbiamo fatto lo stesso itinerario. Da Quito insieme siamo andati a Puyo, poi a Palora e quindi a Macas. Siamo tornati a Puyo e di nuovo a Palora, e loro a quel punto hanno lasciato il gruppo, dicendo che proseguivano per conto proprio. Noi ci siamo diretti verso la costa e non sappiamo che cosa abbiano deciso di fare».
«È come cercare un ago in un pagliaio», spiegano gli investigatori, che nonostante il tempo trascorso ancora non hanno perso le speranze. Le ultime tracce di Denis ed Emiliano risalgono al 6 agosto. Hanno pernottato al «Colibri» di Puyo, nella provincia di Pastaza, con il proposito di prendere un autobus diretto alla Costa, forse verso Guayaquil.
Il proprietario è italiano, si chiamano Sergio Tito.
«Hanno lasciato da me i bagagli e poi sono venuti a riprenderli. Mi ricordo che Emiliano e Denis mi dissero che volevano andare sulla costa, per fare un po' di mare». Da questo momento il nulla.
«Di una sola cosa siamo certi - spiega una fonte diplomatica italiana - ed è che Denis Tronchin ed Emiliano Eva non hanno lasciato l'Ecuador in aereo o in nave. Ma avrebbero potuto farlo via terra verso la Colombia o il Peru, dove i controlli sono meno accurati».