Ultime sull’Ara Pacis: la teca di Meier è come un forno

L’aria condizionata non funziona i dipendenti rifiutano di lavorare

La nuova sistemazione dell’Ara Pacis non scalda solo gli animi di chi contesta l’estetica della teca di Richard Meier, ma, fuor di metafora, anche custodi, addetti alla biglietteria e tutti coloro che vi lavorano dentro. I quali ieri non hanno più resistito e si sono rifiutati di prendere servizio nel monumento-forno, dove il termometro ha toccato i 32°. Il monumento è quindi rimasto chiuso. Secondo Donatella Onofri, della segreteria della funzione pubblica Cgil di Roma e del Lazio, è da una quindicina di giorni che i lavoratori del museo lavorano in condizioni difficili, in attesa dell’allaccio dell’aria condizionata. Onofri parla addirittura di «un’apertura affrettata non in condizioni di sicurezza e agibilità» e dà la responsabilità a sovrintendenza comunale e Campidoglio. I lavoratori lamentano più in generale problemi di salubrità e igiene nella zona dell’Ara Pacis dovuti alla presenza di cantieri ancora aperti, che soprattutto di notte, avrebbero attirato ratti.