Gli ultimi mohicani della cultura

Riccardo Castellazzi è un punto di riferimento per i cinefili milanesi. Da lui si possono trovare i dvd delle pellicole italiane degli anni Sessanta e Settanta, dei cult movie hollywoodiani e dei film di ricerca della scena internazionale. Castellazzi non possiede una videoteca per amatori, ma un'edicola all'incrocio tra corso Genova e via De Amicis. Da quindici anni vende giornali e da dieci anche dvd: ha visto il mercato editoriale incunearsi in una crisi senza ritorno e l'interesse per il cinema d'autore crescere esponenzialmente. Non è comunque diventato ricco, né si è mai aspettato di raddoppiare il fatturato grazie a Pietro Germi o Krysztof Kieswloski. E'semplicemente uno degli ultimi mohicani, uno tra i pochi «spacciatori» di cultura che resistono al calo degli acquisti e all'avanzata dei megastore. L'edicola di Castellazzi si trova peraltro ai margini di una zona che può essere considerata una sorta di riserva indiana. Tra via De Amicis e corso Magenta si trovano infatti i negozi storici che non hanno gettato la spugna e insistono nell'offrire prodotti di qualità. Librerie, botteghe di musica, antiquari nei quali acquistare (o anche soltanto farsi un giro) significa diventare un po' più colti. La Libreria dello Spettacolo ha appena compiuto trent'anni. Due vetrine in via Terraggio, a una dozzina di metri dal cinema Orchidea, è stata aperta da Maria Cristina Spigaglia quando i testi sul cinema, la danza, il teatro erano ancora pubblicazioni semiclandestine. Negli anni il lavoro della Spigaglia si è evoluto dalla mera vendita di volumi e riviste (che per la maggior parte sono tuttora introvabili nelle librerie generaliste) a una sorta di consulenza globale nel campo dello spettacolo. Grazie a un lavoro decennale di schedatura di articoli e di conservazione e reperimento di volumi ormai fuori commercio, in via Terraggio si possono acquistare rassegne stampa su festival degli anni Settanta, notizie su registi basilari ma dimenticati dall'editoria di massa, periodici che hanno cessato da tempo di esistere. Non mancano le nuove uscite, soprattutto di piccole sigle snobbate dalla grande distribuzione, ma indispensabili per andare a fondo sulla storia e l'attualità del mondo dello spettacolo. Proprio di fronte alla libreria si trovano le vetrine di Buscemi, un negozio di dischi che ha accompagnato, e per certi versi guidato, l'evoluzione dei gusti musicali dei milanesi. Nato nei primi anni Sessanta come rivendita di elettrodomestici, ha cominciato a proporre dischi verso la fine del decennio. Tra gli anni Settanta e gli Ottanta è stato il luogo in cui conoscere le novità in fatto di musica, in cui comprare pop e avanguardia, registrazioni di concerti jazz e voci nuove del panorama italiano. E' ancora così, ed è tuttora un ambiente piacevole e informale, in cui fare quattro chiacchiere con commessi per una volta tutt'altro che spocchiosi ed eccezionalmente competenti. A un centinaio di metri da Buscemi, in via Nirone 5, si trova un altro negozio di dischi dal profilo complementare. La Bottega Discantica è nata nel 1974 in via Cappuccio e si è trasferita nella sede attuale nel 1980. Vende cd di musica classica (con una certa attenzione per quella antica), partiture e materiale didattico. Nel 1995 ha iniziato a produrre con il proprio marchio una serie di dischi dedicati al repertorio italiano antico e moderno. Può inoltre vantare un sito molto ben strutturato (www.discantica.it), grazie al quale raggiunge una clientela internazionale. In via Nirone ha avuto sede anche la galleria Blanchaert, che si è da poco trasferita in piazza Sant'Ambrogio 4. Per quasi quarant'anni è stata gestita da Silvia Rota, una mercante dotata di grande intuito che ha fatto riscoprire al collezionismo milanese i vetri veneziani e la ceramiche popolari pugliesi, all'insegna di un gusto da lei stessa definito «rustico-raffinato». Da un decennio la galleria è diretta da suo figlio, Jean Blanchaert, che le ha impresso una svolta verso l'arte contemporanea, senza recidere il legame storico con l'antiquariato e il design.