Ultimi saldi di fine Calciopoli Scontati 4 punti alla Reggina

Arbitrato, dopo Juve, Lazio e Fiorentina, penalizzazione ridotta anche ai calabresi

Marcello Di Dio

da Roma

La calciopoli diventata scontopoli ha conosciuto ieri l’ultimo atto. Anche la Reggina, come Juventus, Lazio e Fiorentina, ha avuto una riduzione dei punti di penalizzazione: dall’handicap di -15 inflitto dalla Corte federale lo scorso 26 agosto si è passati al -11 in fase di arbitrato che consente ai calabresi - grazie anche al successo nello scontro diretto di sabato - di scavalcare l’Ascoli in classifica e di lasciare dopo tre mesi, proprio ai marchigiani, il posto di fanalino di coda della serie A (9 punti contro 6 dei bianconeri).
Nel lodo del collegio arbitrale, vengono riconosciute le violazioni degli obblighi di lealtà, correttezza e probità (previsti dall’articolo 1 del codice di giustizia sportiva). Tali violazioni, precisa il lodo, sono aggravate dal fatto che i canali anche istituzionali attivati per avere maggiore «attenzione» - se non favori - da parte della terna arbitrale conducevano a un contatto diretto con i soggetti che partecipano alle designazioni di fischietti e assistenti. Tutte situazioni dalle quali era nata la penalizzazione inflitta dalla Corte federale lo scorso 26 agosto. Tuttavia, si legge nel lodo, il contenuto e il tenore delle pur scorrette richieste di «rassicurazione» avanzate dal presidente del club calabrese Pasquale Foti, pure nella convinzione di reagire a «torti» subiti, non rivelano l’esistenza di un compiuto disegno criminoso atto ad alterare le competizioni sportive. Dunque, nessun illecito ma una condotta sleale.
Il collegio arbitrale ha però deciso lo sconto di quattro punti, considerando un altro presupposto importante: la Reggina nella stagione precedente aveva ottenuto la salvezza con uno scarto di dieci punti, disputando il suo miglior campionato nella massima serie. La penalizzazione di -15 sarebbe stata dunque troppo pesante per una società con minori possibilità economiche rispetto agli altri club «puniti». Gli arbitri hanno deciso che il -11 e i 100mila euro di ammenda (confermati nell’ultimo grado di giudizio sportivo) fossero una pena afflittiva più equa per il club. Nessun «regalo», quindi: quel punto in più rispetto ai dieci «scavati» tra sé e la prima retrocessa in B della stagione 2005/2006 deve servire da monito a non ripetere comportamenti sleali. Fermo restando che la Reggina, per salvarsi, dovrà comunque migliorare la prestazione superlativa dell’ultimo campionato.
«Non posso essere soddisfatto - commenta Foti - perché non mi ritengo personalmente colpevole e perché non riconosco le accuse mosse a me e alla società. La Reggina non ha fatto niente di sleale nei confronti di nessuno». La società amaranto accetterà comunque la decisione del Coni. «Ci muoviamo solo nell’ambito dello sport, anche se non si può non constatare che ancora una volta una decisione penalizza la Reggina come già successo in passato. Ma la squadra ha accettato questa sfida che si concluderà a maggio. E sono convinto che sul campo dimostreremo di poter mantenere la serie A». «Non commento la decisione dell’arbitrato perché ci sarebbe da scrivere un libro - la caustica dichiarazione del tecnico Mazzarri -. I quattro punti di sconto li considero un parziale risarcimento degli errori arbitrali subiti in questa stagione. Nonostante ciò, la squadra sta facendo un grandissimo campionato».
Nessuno sconto, invece, per l’Arezzo. Il -6 con il quale il club toscano ha iniziato il torneo di B è stato confermato dal collegio arbitrale. «È una vergogna - ha commentato il presidente Mancini -, la mia società è l’unica a pagare in maniera pesante tutta la vicenda di calciopoli. L’Arezzo, come ampiamente dimostrato nei filmati esibiti, non c’entrava niente, ma evidentemente non conta nulla nel panorama nazionale». Da qui la minaccia di rivolgersi al Tar del Lazio, uscendo così dalla giustizia sportiva e rischiando ulteriori penalizzazioni in classifica.