Ultimo ciak: il regista ucciso per un debito

(...) 39 anni, titolare della società di produzione Television Spot Company di Torino, con cui aveva collaborato alla realizzazione del film «Gli eroi di Podrute». Alle 13 Curreri avrebbe dovuto incontrare la produzione e qualche attore. Così Mauro Pastorello, 53 anni, ex ufficiale dell’esercito in congedo, verso le 13.30 in seguito a una lite violenta con il regista torinese, ha estratto la pistola e ha sparato due colpi, uccidendo Curreri. Poi ha chiamato i carabinieri chiedendo di parlare con il nuovo comandante provinciale: «Ho giustiziato un uomo». L’uomo è stato disarmato dagli agenti arrivati sul posto, medicato - si è rotto il naso nella colluttazione - e portato al comando di via Moscova per l’interrogatorio. Sul piazzale si è messo sull’attenti e ha salutato la bandiera.
I dissidi tra Pastorello e Curreri - riferisce la moglie Cristina - risalirebbero alla realizzazione del film «Gli eroi di Podrute» girato nel 2005, di cui l’omicida diceva di essere lo sceneggiatore, oltre che tra gli attori non protagonisti. Sembra che l’assassino avesse appuntamento con il regista - chiacchierato nell’ambiente per non pagare attori e troupe (era finito anche a Striscia la Notizia) - per riscuotere il suo debito. I vicini di casa ritraggono Pastorello, lasciato l’esercito era diventato agente di commercio nei servizi finanziari, come una persona tranquilla dalla vita ordinata, senza pare particolari problemi finanziari e sempre puntuale nel pagamento dell’affitto della casa in cui vive con la moglie e la figlia, studentessa di psicologia. Ma qualcosa ieri deve essere scattato nella sua mente.
Alle 14 gli attori erano stati convocati per firmare un contratto di per le riprese di un film storico sull’aviatore Francesco Baracca, il nuovo lavoro per cui Curreri sembra avesse grossi problemi finanziari. «Aveva chiesto 8 milioni al Ministero dei Beni Culturali» racconta uno degli addetti alla produzione. La produzione aveva presentato al regista un preventivo da 300mila euro per la prima settimana di lavori. «Alcuni sue opere precedenti sono rimaste insolute - ricorda un membro della produzione - prima di iniziare volevamo avere la certezza di essere pagati». Che ci fosse qualcosa di strano l’aveva notato anche Virginia, scelta per la parte della madre, fin dal casting che si era tenuto prima dell’estate. «Gli attori mi avevano messa in guardia - racconta - ma il compenso promesso era alto, 900 euro al giorno, e il contratto era in regola». Virginia firma. «Mi aveva stupito però che fosse il regista da solo a organizzare tutto e a fare il casting». Le riprese vengono fissate per fine agosto, a fine mese però arriva la mail che rimanda il ciak a fine settembre, «è un continuo posticipare, sembrava che ci fossero problemi organizzativi - racconta -. La cosa strana era che era sempre lui a scrivere e firmare le mail, come “regista, autore e produttore”». Così era sempre lui a organizzare gli appuntamenti «aspetto singolare. Faceva un po’ pensare, un regista che fa tutto da solo, organizza, gira, fa il casting. Ma era molto tranquillo, aveva un atteggiamento confidenziale».