Ultimo giorno da esuli O integrati o clochard

I profughi che non firmeranno il piano di integrazione del Comune dovranno mettersi in lista con i senzatetto

(...) denunciare il trattamento subito dal Comune. «Con loro - assicura Maiolo - il discorso è chiuso, hanno rotto i patti e hanno anche danneggiato la sede di viale Ortles, stiamo quantificando le spese. Credo che la Provincia nei prossimi giorni ci consegnerà, come era negli accordi, la struttura di viale Piceno che avrebbe dovuto ospitare proprio questo gruppo che è fuggito in Svizzera, ma a questo punto ci andranno altri». Da oggi, intorno alle 12, una cinquantina dei rifugiati ospitati finora nei prefabbricati di via Pucci saranno trasferiti nell’edificio scolastico di viale Fulvio Testi. O almeno, ci tiene a precisare l’assessore, «solo chi sottoscriverà individualmente il programma di integrazione. Non accetteremo né trattative collettive, né tavoli parasindacali. La stessa regola vale per chi si trova nelle strutture di via Di Breme e via Anfossi: rimarranno a patto che a partire da oggi inizino a frequentare i corsi e a seguire le regole previste nell’accordo. Dalla scorsa settimana molti, soprattutto etiopi, hanno già iniziato a sottoscrivere il patto».
Quando prenderanno la parola in consiglio comunale, dove oggi alle 16 e trenta su richiesta dell’opposizione l’aula discuterà della vicenda di via Lecco, Tiziana Maiolo e l’assessore alla Sicurezza Guido Manca potranno dunque fare il quadro aggiornato e definitivo di chi continuerà o meno a ricevere tutto ciò che il Comune garantisce ai rifugiati, e chi seguirà il percorso previsto per i clochard. In concomitanza con il consiglio, il Prc milanese ha organizzato un presidio davanti a Palazzo Marino. Alla protesta parteciperanno anche le associazioni Arci, Emergency, Cgil Naga e Todo Cambia: «La risoluzione di questa situazione specifica può segnare un passo in avanti verso il riconoscimento dei diritti dei richiedenti asilo, dei rifugiati e dei titolari di protezione umanitari», sostengono. Il gruppo provinciale di Rifondazione Comunista parteciperà invece al presidio per «riaffermare con forza la necessità di continuare a ricercare proposte concrete, perché si possa davvero dare un'accoglienza degna e solidale a donne e uomini in fuga dalle guerre e dalle dittature». «Credo che anche la sinistra, e il presidente della Provincia F1ilippo Penati più di tutti - sostiene invece l’assessore Maiolo -, dovrebbe essersi resa conto che siamo stati presi in giro da “capetti” nullafacenti che si trovavano in Italia già da alcuni anni, e si sono messi alla testa dei loro connazionali, che avevano bisogno davvero di aiuto. Il mio rimorso è di non essermene resa conto prima».