Ultimo giro del Sic: «cantano» i motori e fuochi d’artificio

Il canto dei motori e i fuochi d’artificio. Il saluto a Marco Simoncelli del motomondiale andrà in scena questa mattina. Un giro di pista tutti insieme per «fare casino». Comincerà così la domenica del Motomondiale al Ricardo Tormo di Valencia con la parata delle moto di tutte le classi guidata dall’ex campione del mondo della 500, l’americano Kevin Schwantz, in sella alla Honda di “Super Sic”. Prima di arrivare all’ultima curva tutti si fermeranno per far partire due minuti di fuochi d’artificio, le mascleta iberiche. Il tutto per onorare la volontà di papà Paolo Simoncelli che al posto di un minuto di silenzio aveva chiesto di sentir “cantare” i motori di tutte le classi. Ma la famiglia Simoncelli non sarà presente. «Preferiamo stare a casa in questo momento così difficile per noi», ha fatto sapere il papà del Sic.
Un tributo in onore di Simoncelli che andrà in scena alle 10.10 prima dell’epilogo della stagione con il Gran Premio di Valencia della Comunità Valenciana che nella MotoGp vedrà scattare davanti a tutti il campione del mondo Casey Stoner. Lui il 58 l’avrà sulla carena come altri colleghi, mentre altri ancora l’avranno sulla tuta o sul casco. Nell’ultima gara della sua carriera, invece Loris Capirossi gareggerà con il 58 come numero di gara al posto del suo storico 65. Mentre l’amico del cuore di Marco, Rossi, da ieri ha uno speciale casco commemorativo, con la grafica che usava Simoncelli fusa con quella di Valentino (nel tondo). «È venuto molto bene, poi ha un significato molto più importante e profondo degli altri. Sono molto contento, vorrei usarlo il più possibile. Sono sicuro che il Sic è contento di vederlo», lo «coccola» il dottore. Dovizioso ha cucito il 58 sulla tuta all’altezza del cuore. Nella Moto2, Mattia Pasini, tra i migliori amici del Sic, ha sul cupolino un «Ciao Sic» carico d’affetto. Poi l’abbraccio dei tifosi a suon di striscioni. E in sala stampa sono andate a ruba le spillette col «58» preparate dalla giornalista israeliana Tammy Gorali.
A fare da corollario le ultime prove ufficiali, sempre all’insegna di Casey Stoner. Il neo campione del mondo porta a quota 12 le pole stagionali (eguagliando così il record di Doohan del ’97). Alle sue spalle Dani Pedrosa staccatissimo, a un secondo, e Ben Spies. Rossi, sesto, eguaglia il suo miglior risultato stagionale in qualifica ottenuto a Brno. «Siamo in seconda fila e abbiamo trovato un setting che mi piaceva», è l’analisi del dottore. «Avevamo un buon passo, perdevo qualche decimo in curva ma nella parte centrale ero veloce. La moto s’impenna un pò, dovremo cercare di risolvere questi problemi», aggiunge Rossi che in caso di pioggia spera «possiamo fare bene». Ottavo Andrea Dovizioso, dopo una brutta caduta. Loris Capirossi partirà dodicesimo.
In Moto2 il team di Marco Simoncelli lo onora nel migliore dei modi con due piloti della formazione di Fausto Gresini davanti a tutti: Michele Pirro in pole e Yuki Takahashi subito dietro. Stretta di mano tra il neo campione del mondo Stefan Bradl e Marc Marquez, che ha rinunciato alla gara per le conseguenze della caduta in Malesia consegnando così il titolo iridato al rivale.
E oggi, dopo la scomparsa di 500 e 250, con la 125 si chiude definitivamente l’era dei motori a due tempi. L’ottavo di litro dall’anno prossimo si chiamerà Moto3 e avrà un motore monocilindrico, 250cc a quattro tempi. E l’ultima pole position è a suo modo storica con l’inglese Danny Webb il più veloce in sella alla Mahindra. Si tratta della prima volta che una moto indiana ottiene una pole position nel mondiale. Mentre Terol è pronto a festeggiare il titolo iridato in casa: deve arrivare almeno undicesimo nel caso che Zarco vinca la gara. Poco più di una formalità.