Ultimo regalo di Prodi: stangata per luce e gas

Da aprile tariffe più care del 4% anche a causa del caro-greggio. La denuncia dell'Autorità: "Energia italiana troppo dipendente dal petrolio e dall'estero"

da Milano
L’ennesima, sgradevole eredità del governo Prodi gli italiani la troveranno nelle prossime bollette. Per una volta le tasse non c’entrano, ma gli effetti sulle tasche saranno identici. Già, perché secondo uno studio dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, le forniture di luce e gas nel secondo trimestre 2008 subiranno incrementi del 4,1 e del 4,2%, che si tradurranno in un esborso di 58 euro annui per famiglia. Una stangata primaverile, insomma.
I dati diramati dall’Autorità sono chiari: «Per la fornitura elettrica è stato definito un prezzo di 17.187 centesimi di euro per kilowattora. Quindi una famiglia con consumi medi spenderà circa 18 euro in più l’anno». Più sostanzioso il rincaro per una famiglia con riscaldimento autonomo e consumo annuale di 1400 metri cubi di gas: «L’aggiornamento - si legge nella nota dell’Autorità - porta il prezzo del metano a 72,75 centesimi di euro per metro cubo: un aumento del 5,8% rispetto al trimestre precedente e un esborso di circa 40 euro annuali».
Ma se - per una volta - le imposte non sono state ritoccate al rialzo, dove sta la responsabilità della sinistra? In una politica energetica focalizzata sul petrolio, il cui rincaro è alla base della stangatina. «L’Italia - ha spiegato il presidente dell’Autorità Alessandro Ortis - dipende dall’estero per l’85% del suo fabbisogno energetico e il 60% della sua energia deriva da idrocarburi». Logico dunque che il +93% fatto segnare dal prezzo del greggio dal gennaio 2007 abbia fortemente influito sulle bollette. Le quali, dopo un’annata di sostanziale stasi, nel 2008 hanno cominciato a volare, facendo registrare - come ricorda il segretario generale di Adiconsum Paolo Landi - «un aumento del 10% per la luce e del 5,5% del gas».
E non è tutto. Senza i benefici dovuti alla riduzione dei servizi infrastrutturali, all’avvio del processo di liberalizzazione e al provvedimento che ha assimilato gli incentivi per l’energia rinnovabile al costo della vita, la stangata sarebbe stata ancora più onerosa. Una situazione che ha punto sul vivo le associazioni dei consumatori, come l’Adusbef: «Questo ennesimo rincaro erode sempre più i redditi di pensionati e lavoratori e ingrassa le casse dei gestori - denuncia il presidente Elio Lannutti -. Nonostante abbia ancora solo due settimane di vita, il governo uscente ha il dovere di utilizzare il surplus fiscale di 12 miliardi di euro per alleviare la situazione di quelle famiglie con reddito inferiore a 20mila euro ridotte alla canna del gas». Va oltre il segretario confederale Cgil Marigia Maulucci, che chiede al governo di sterilizzare le accise su gas ed elettricità, così come accaduto per la benzina. Un primo aiuto è comunque già previsto dalla stessa Autorità, che in capo ad alcuni mesi dovrebbe distribuire circa 300-400 milioni di euro in bonus-bollette (fino ad un massimo di 120 euro cadauno) a circa 5 milioni di famiglie.
Intanto, la Coldiretti ha sottolineato come i rincari energetici «colpiscano soprattutto le attività agricole», determinando un consequenziale aumento dei prezzi di frutta e verdura. In questa situazione, c’è anche chi - come Angelo Bonelli della Sinistra Arcobaleno - ha invocato «l’intervento dell’autorità giudiziaria che indaghi su eventuali speculazioni». Resta comunque il sostanziale squilibrio di un Paese troppo dipendente dal petrolio e dalla costosa energia estera: «Chiunque vinca le elezioni - chiosa Landi di Adiconsum - metta l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili in cima alla scala delle priorità».