ULTIMO SFREGIO ALLA FALLACI

Oriana Fallaci non ha pace. Meno di un anno fa a Milano le avevano dedicato un giardinetto. A settembre la targa con il suo nome è stata imbrattata con scritte vergognose. Ieri hanno fatto di peggio: quella targa l’hanno portata via. Purtroppo si sa che il mondo è pieno di persone così sceme che per castrarle ci vuol la ghigliottina: non ci faremmo nemmeno caso se il vandalismo non rivelasse un modo di pensare assai più diffuso. Anzi, oserei dire predominante, soprattutto nei salotti chic.
Del resto non è un caso se i salotti chic non hanno mai capito nulla di quello che succede davvero, fra la gente normale, nelle periferie della città. A Sanremo, l’altro giorno, hanno dovuto mettere i vigilantes davanti all’asilo: le mamme avevano paura ad accompagnare i bimbi in aula. Gli stupri sono affare quotidiano, i furti nelle abitazioni pure. E un terzo dei delitti è opera di stranieri. I romeni sono al primo posto in tutte le classifiche di criminalità: in Italia delinquono dieci volte più che a casa loro. La Francia e la Spagna hanno già sospeso più volte i trattati di libera circolazione dei cittadini. Noi mai. Ci mancherebbe: cosa direbbero nei circoli gauche caviar?
Adesso, però, finalmente qualcosa si muove. Il governo sta per varare un pacchetto sicurezza che va incontro alle richieste dei cittadini. Ma il pacchetto non è ancora stato ufficialmente presentato e già è partito il fuoco di fila dei benpensanti: le toghe di sinistra dicono che l’inasprimento delle pene inceppa la giustizia, gli avvocati penalisti parlano di demagogia, l’Arci e il commissariato dei rifugiati storcono il naso, Sabino Cassese sostiene che le misure (che peraltro manco conosce) sono inefficaci. Siamo meravigliati delle evidenti doti divinatorie della compagnia di giro: evidentemente, tutta gente abituata alle palle di vetro. O, semplicemente, alle palle.
Ma perché i magistrati, anziché parlare di ciò che non conoscono, non si danno da fare? Potrebbero, anche prima che il pacchetto sicurezza venga approvato. Ci sono tanti modi. Ieri, per esempio, un pm di Mondovì ci ha spiegato che è riuscito a riportare la serenità dalle sue parti accusando tutti i rom di associazione per delinquere, come la mafia. Il sindaco ne è entusiasta. Gli esperti dicono che è una buona idea. Perché le toghe di sinistra non lo imitano? Perché preferiscono sputare sentenze di ogni tipo, tranne naturalmente quelle che mandano in galera i criminali?
È come se ci fosse un’ostinazione auto-distruttiva, un masochismo patinato che vuole impedirci di difenderci davvero. Dalle loro auto blindate, dai loro ritrovi chic, i maestri del buonismo e del multiculturalismo si ribellano in via preventiva a ogni serio tentativo di emanare leggi severe contro la criminalità, e di applicarle. È questo il vero oltraggio alla Fallaci: prima ancora di aver fatto sparire la targa, hanno fatto sparire il buon senso. Ci vorrebbe la sua forza, a dirglielo in faccia. Con rabbia e orgoglio.