Ultrà contro la tessera, Maroni: "Io non mollo"

Dalla Juventus alla Fiorentina, tante le curve pronte a boicottare l’iniziativa del Viminale. Che, dopo i disordini scatenati dagli ultras atalantini alla Festa della Lega, annuncia misure più severe. Con l’appoggio di Figc e Polizia <br />

"Chi ha determinato questi gravi episodi di violenza si può scordare di entrare negli stadi per molto tempo". Un messaggio chiaro e deciso quello del ministro dell’Interno Maroni, il quale rimane ben saldo sulle sue posizioni, convinto che la sua linea dura porterà i frutti ben sperati. D’altronde, in una intervista rilasciata giorni fa alla Gazzetta dello sport, il ministro prendeva "positivamente" gli scontri affermando che «se arrivano da frange violente vuol dire che stiamo facendo la cosa giusta». E così è avvenuto mercoledì alla Berghem fest, festa provinciale della Lega Nord ad Alzano Lombardo, dove circa 400 ultras dell’Atalanta hanno preso d’assalto l’evento ferendo due agenti e bruciando quattro auto.

Cinque di loro sono stati fermati dalle forze dell’ordine e chissà quando vedranno nuovamente le porte di uno stadio. Per gli altri, su cui sta indagando anche la Digos, Maroni promette che «saranno identificati e colpiti duramente come merita chi commette atti di violenza come questi che non sono accettabili». Intanto, nonostante l’Atalanta abbia condannato con decisione ogni episodio e forma di violenza, il questore di Varese, Marcello Cardona, ha posto il divieto alla trasferta dei sostenitori bergamaschi non in possesso della tessera del tifoso o dell’abbonamento per la partita di serie B in programma sabato prossimo.

Potrebbe non essere un episodio isolato. Pronte a boicottare la tessera si sono dichiarate le frange più dure delle tifoserie di Juventus, Fiorentina, Sampdoria, Bologna, Lazio Cesena e Cagliari. E su Facebook i fatti di mercoledì hanno anche raccolto apprezzamenti: un gruppo di bresciani ha postato un messaggio di sostegno verso gli acerrimi nemici bergamaschi: «Onore ai Berghem, no alla tessera».
La strategia del Viminale continua e riceve appoggi e solidarietà trasversali. Dalla Lega di Serie A al Coni, passando per il sindaco di Bergamo fino alla Figc: tutti al fianco delle istituzioni per cercare di risolvere il problema della violenza negli stadi. «Chi attiva meccanismi di violenza si identifica come un soggetto che va allontanato dallo stadio» ha dichiarato Giancarlo Abete, presidente della Figc, il quale ha ammesso che il calo degli abbonamenti del 20 per cento registrato proprio in coincidenza con l'attuazione del programma del ministero degli interni non spaventa e può far parte del processo di crescita. E perché il concetto sia chiaro il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano ha annunciato un decreto legge per settembre che prolungherà la misura della flagranza differita, prevede la tutela giuridica per gli steward e conferma il cosiddetto Daspo per i tifosi violenti.

E l’associazione nazionale dei funzionari di Polizia se la prende con le società: «Escano da una ambiguità che potrebbe rivelarsi complice - si legge in una nota - Facciano fino in fondo la propria parte e promuovano senza equivoci la card». Domenica il primo banco di prova.