Ultras, Maroni: Napoli, stop trasferte

Il ministro: &quot;Stop alle trasferte per l'intero campionato ai tifosi partenopei. Ai responsabili 2 anni senza stadio e denuncia per associazione a delinquere&quot;. <a href="/a.pic1?ID=287369"><strong>Veltroni attacca il governo</strong></a>: &quot;Scarcerazione fatto gravissimo&quot;. Il Pdl insorge: &quot;Autogol, se la prenda con i magistrati&quot;

Roma - Divieto per tutto il campionato di seguire la squadra di calcio in trasferta per i tifosi del Napoli, con il settore ospiti dello stadio in cui giocherà la squadra partenopea chiuso. Questo il primo, duro provvedimento deciso dal ministro dell'Interno Maroni dopo le riunioni dell'Osservatorio e del Comitato analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive del Viminale all'indomani degli incidenti di Napoli. Lo ha annunciato il ministro al Tg1. Non solo. Domani saranno inviati gli ispettori del ministero dell'Interno a Napoli per valutare quanto avvenuto domenica ed individuare eventuali responsabilità. Secondo Maroni c'é stata anche una errata valutazione degli avvenimenti da parte di prefettura e questura.

Responsabili fuori dagli stadi per 2 anni Maroni invierà una direttiva ai prefetti, per individuare tutti quelli che hanno partecipato al "mucchio selvaggio" di domenica, affinché i responsabili siano tenuti fuori dagli stadi per due anni e denunciati. Sarà effettuato anche un monitoraggio sulle partite più a rischio per prendere decisioni che potrebbero portare anche a svolgere partite a porte chiuse. Il Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive del Viminale, convocato nuovamente per domani mattina, individuerà tifoserie e gare a rischio per i prossimi appuntamenti di campionato. 

"Li avrei lasciati in galera" "Procederemo all'identificazione di tutti e alla denuncia per associazione per delinquere", ha aggiunto il ministro. "La decisione di rimettere in liberta' questi delinquenti e' stata presa da un magistrato. Io li avrei lasciati in galera. Sono persone - ha aggiunto - che devono essere punite e trattate per quello che sono, un'associazione per delinquere".

"Voglio vederci chiaro" "E capire di chi sono le responsabilità. Mi è già arrivata la relazione del questore di Napoli alla riunione dall’Osservatorio e dopo del comitato tecnico nominato da me il 15 agosto e che comprende tra gli altri il capo della polizia e i vertici delle forze dell’ordine. Porterà a delle sanzioni anche drastiche se necessario". Così il ministro dell’interno Roberto Maroni al "Processo di Biscardi" sugli atti di violenza e teppismo messi in atto ieri da alcuni ultras del Napoli. Il ministro aveva già preannunciato la linea dura

Tolleranza zero "Noi non possiamo e non vogliamo tollerare queste cose - prosegue Maroni -. Perché nel calcio così come per quanto riguarda la sicurezza dei cittadini noi vogliamo attuare la tolleranza zero. Perché i cittadini che vanno allo stadio non possono essere sottomessi alla pazzia di qualcuno, ma anche per chi non va allo stadio, ma prende il treno perché finite le ferie deve tornare a casa» prosegue Maroni. "Prenderemo una decisione drastica che non è solo quella di vietare le trasferte in treno, ma di vietare in toto le trasferte di alcune tifoserie" e poi aggiunge: "Ma quello che è più intollerabile è che questi delinquenti, siamo giudicati e messi subito in libertà".

L'Osservatorio Dopo "l'apertura di credito" alle tifoserie per la prima giornata di campionato l'Osservatorio ora sarà molto più duro. Roma-Napoli e Fiorentina-Juventus erano considerate a rischio e infatti si era deciso di concedere "libertà" con alcune restrizioni: un solo biglietto a testa e viaggi solo in treno. Molto probabilmente, la riunione di stasera sarà caratterizzata da più di un segnale forte, finalizzato a raddrizzare un campionato partito subito con il piede sbagliato, un pugno di ferro richiesto dagli stessi operatori di polizia. Al vertice parteciperanno tutte le amministrazioni coinvolte, a vario titolo, nella sicurezza del campionato: dall’ufficio ordine pubblico del dipartimento di Ps alla polizia stradale a quella ferroviaria; dai carabinieri alla Gdf, dall’Aisi all’Antiterrorismo, cui sarà affidato un punto di situazione delle tifoserie più a rischio, cominciando proprio da quella napoletana.

L'appello del prefetto di Milano Il prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, ha detto di credere che "potrebbe essere importante un contributo da parte delle Ferrovie". Il prefetto ha anche ricordato che lo scorso anno ha dovuto "precettare le Ferrovie per istituire un treno straordinario proprio per i tifosi del Napoli", e che in quella circostanza, "un caso analogo, abbiamo garantito che tutto andasse nel migliore dei modi". "Io credo - ha spiegato il prefetto - che bisognerà adottare una certa severità per distinguere i comportamenti di frange estreme, che non sono particolarmente estese, dal resto dei tifosi che hanno diritto a vedere tranquillamente una partita di calcio". Per il futuro, Lombardi ha comunque detto di attendere le "direttive che arriveranno dal ministero dell’Interno". E per quanto riguarda la rapida scarcerazione dei tifosi fermati negli scontri della prima giornata di campionato, Lombardi ha riconosciuto che si tratta di "un problema che riguarda la magistratura", ma sul quale "potrà essere attuato un ripensamento". 

Tifosi del Napoli, verso l'associazione a delinquere La procura di Napoli sta valutando l’ipotesi di contestare il reato di associazione per delinquere nei confronti degli ultrà partenopei che si sono resi responsabili domenica scorsa degli incidenti in occasione della trasferta in treno a Roma. Agli inquirenti sarà trasmesso dagli investigatori della Digos di Napoli un rapporto che dovrebbe essere pronto, secondo quanto si è appreso, a fine settimana. L’inchiesta è condotta dal pm Antonio Ardituro, già titolare di indagini su gruppi ultrà del tifo azzurro e sulle connessioni con ambienti della criminalità. Le indagini sono concentrate soprattutto su gruppi organizzati, in particolare quelli attivi nella curva A del San Paolo, più volte in passato protagonisti di incidenti e scontri con le forze dell’ordine. L’eventuale contestazione del reato associativo sarebbe collegata in particolare alla possibilità di dimostrare che gli incidenti siano stati in qualche modo programmati dai gruppi di tifosi. La polizia sta proseguendo l’esame delle foto e delle riprese video eseguite nella stazione centrale di Napoli, nelle vicinanze e all’interno dello stadio Olimpico nonchè alla stazione della capitale. Appare difficile comunque individuare i responsabili del danneggiamento dei due treni utilizzati per i viaggi di andata e di ritorno, e questo per l’assenza di immagini che documentino l’azione degli ultrà e consentano di attribuire le responsabilità ai singoli individui. Sotto il profilo penale - sottolineano gli investigatori - i fatti più gravi si sarebbero consumati nella capitale e non nella stazione di Napoli dove si è registrata comunque l’aggressione ad alcuni ferrovieri. Gli investigatori contano anche di ottenere qualche denuncia da parte di viaggiatori che a Napoli sarebbero stati costretti con la forza o con intimidazioni a scendere dal convoglio.