Ultras, il riesame: "Non c'è aggravante per terrorismo"

Il tribunale del riesame dice no all'aggravante di terrorismo richiesta dai magistrati per i tifosi coinvolti negli attacchi alle caserme l'11 novembre, ma restano in cella

Roma - Non sussiste l’aggravante del terrorismo dietro gli assalti alle caserme compiute dai teppisti domenica 11 novembre scorso a Roma in seguito alla morte del tifoso laziale Gabriele Sandri. Lo ha deciso il tribunale del riesame di Roma che, nel confermare la custodia cautelare in carcere per Claudio Gugliotti e Saverio Candamano, ha escluso l’ipotesi della matrice terroristica.

Restano in carcere Nel mantenere la custodia in carcere per i due indagati, i giudici del riesame hanno ritenuto, tuttavia, che sussistano le esigenze cautelari alla luce della gravità dei fatti contestati. Gugliotti, sostenitore della Roma, e Candamano, tifoso della Lazio, erano stati arrestati in flagranza di reato con l’accusa di aver preso parte all’assalto della caserma di polizia di via Guido Reni. Con loro erano finiti a Regina Coeli anche altri due tifosi, Valerio Minotti e Lorenzo Sturiale. A questi ultimi non era stata contestata l’aggravante del terrorismo. Da qualche giorno Minotti è agli arresti domiciliari a Frosinone, mentre Sturiale, a sua volta ai domiciliari per iniziativa del gip Enrico Imprudente, ha rinunciato a ricorrere al tribunale del riesame.

La difesa Per tutti i pm Pietro Saviotti e Caterina Caputo hanno configurato ipotesi di reato che, a seconda delle posizioni, vanno dalle lesioni alla devastazione, dalla resistenza a pubblico ufficiale al porto abusivo di oggetti contundenti. Nei confronti di altri tre tifosi di Lazio e Roma arrestati nei giorni successivi grazie alle riprese televisive pende il giudizio del tribunale del riesame sulla richiesta di revoca delle misure cautelari. "È un passo avanti importante - ha detto l’avvocato Francesco Romeo, difensore di Gugliotti, commentando la decisione dei giudici di escludere le finalità di terrorismo - adesso bisogna lavorare per chiarire i termini dell’effettiva partecipazione o meno del mio assistito ai fatti per i quali è indagato e per chiarire in quale occasione abbia subito i traumi per i quali è stato ricoverato dopo l’arresto. L’esclusione dell’aggravante di terrorismo ed eversione - ha aggiunto - riduce parzialmente la gravità delle accuse, per episodi gravi, ma irripetibili, frutto di una reazione dissennata dovuta ad un corto circuito emotivo collettivo".