Umberto I, la Asl boccia i lavori di ristrutturazione

Carenza di igiene e sicurezza nel cantiere dei due piani di Clinica medica

Sotto schiaffo l’eccellenza dell’Umberto I malgrado i proclami sulla ristrutturazione del nosocomio. Anzi, per più di qualcuno sarebbero proprio i lavori in corso a creare problemi di incompatibilità con il servizio assistenziale dell’ospedale. Problemi che riguarderebbero le norme di sicurezza e salvaguardia dei pazienti, degli operatori sanitari e della tutela del complesso architettonico. Non a caso tre giorni fa il servizio ispettivo dell’Asl Roma A, ha inviato due verbali alla direzione dell’azienda sulla cantieristica. Eppure fino ad ora i cantieri aperti sono solo due, quello per l’adeguamento delle gallerie ipogee e la ristrutturazione di due piani della I Clinica medica. Ma non basta. «Bisogna fare in modo che l’Umberto I diventi il simbolo del cambiamento di passo delle politiche sulla sanità romana. Bisogna demolirlo e ricostruirlo a moduli, pezzo per pezzo, con un progetto moderno e innovativo. Il Policlinico deve rimanere lì dove è, nel cuore di Roma, ma solo se rappresenta un modello a livello internazionale, non se ci fa andare un giorno sì ed un giorno no sui giornali». Parola di Gianni Alemanno, candidato sindaco per il Pdl che, assieme al capolista del Pdl al Comune di Roma, l’infettivologo Fernando Aiuti, ritiene che «l’unica soluzione è quella della distruzione completa e ricostruzione del Policlinico perché gli interventi tampone non servono, sono solo perdite di soldi».
Un esempio che calza a pennello per Aiuti è il problema della legionella «ancora irrisolto perché è presente nel circuito dell’acquedotto del Policlinico e non è sufficiente che ai pazienti non venga somministrata acqua corrente da bere, perché l’acqua viene utilizzata anche per lavarsi». Ed è proprio la tutela dell’igiene e della salute pubblica che stanno alla base dei motivi che indurranno la Fials Confsal a effettuare un sopralluogo nei cantieri dell’ospedale mercoledì prossimo. Sarà tutto in ordine e a norma? Chissà. Intanto l’ispezione informale tenutasi qualche giorno fa dal presidente dell’Osservatorio sociale Luigi Camilloni ha evidenziato presunte superficialità gestionali nel cantiere tant’è che l’ente ha chiesto l’intervento di Asl e Ispettorato del lavoro. Il motivo? Assenza di cartellonistica indispensabile per un cantiere, assenza di paratie e presenza di manovali privi degli opportuni indumenti anti-infortunio.