Umberto I, cestini-spartitraffico

Quarantaquattro gatti in fila per sei col resto di due... Se non si trattasse di cose serie, nell’osservare l’insieme dei cestini della spazzatura sistemati, con estrema puntigliosità, nei viali interni del Policlinico Umberto I, verrebbe in mente la nota canzoncina che spopolò qualche decennio fa allo «Zecchino d’oro». Messa da parte ogni tipo di ironia, veniamo al nocciolo della questione, come raccontata da Azione Universitaria, il movimento giovanile del Pdl. «Da alcuni giorni stiamo assistendo a un nuovo ingente spreco di soldi pubblici dovuti all’acquisto di più di 300 cestini della spazzatura di metallo che sono stati dislocati nei viali interni del Policlinico Umberto I e utilizzati come delimitatori di corsie preferenziali, parcheggi per le auto e barriere per non far accedere le auto in zone ad accesso limitato» spiega Andrea Volpi, capogruppo al Consiglio nazionale degli studenti universitari del centrodestra e dirigente nazionale di Au.
Fin qui la descrizione del fatto, che già di per sé suscita curiosità. Una concentrazione tale di cestini non si è infatti mai vista neppure nella sede centrale dell’Ama. Miracoli della sanità, verrebbe da dire. Ma a sentire i retroscena, alla curiosità viene naturale sostituire dubbi e incredulità: «L’azienda sanitaria ha speso più di 200mila euro per cestini che non serviranno a raccogliere rifiuti, visto che sono sovrabbondanti rispetto alle esigenze di tutta la struttura - sostiene il dirigente studentesco -. Inoltre, allo stato attuale, molti elementi sono stati ammassati in uno spazio che potrebbe essere usato per il parcheggio delle molte ambulanze a disposizione del Policlinico». «Chiediamo alla Regione e al ministro della Salute di fare chiarezza sulle spese effettuate da parte dell’amministrazione dell’azienda ospedaliera, vista anche la volontà di tagliare posti-letto per il deficit eccessivo del settore sanitario - conclude Andrea Volpi - Ferma restando l’esigenza di mantenere puliti e ordinati gli spazi del Policlinico, se le priorità di questa amministrazione sono rappresentate da queste spese inutili piuttosto che dal benessere dei propri pazienti, speriamo in un rapido ricambio dell’intera classe dirigente regionale e, specificatamente, di quella che si occupa inadeguatamente del settore sanitario».
Pronta la replica dell’Umberto I: «È falso - si legge in una nota - che l’azienda abbia speso 200mila euro: la spesa è stata appena di 65mila euro e potrà essere rapidamente recuperata perché si eviteranno gli sprechi derivanti dalla cattiva educazione di molti che continuano a non curarsi di dove gettare carta, mozziconi di sigarette, bottiglie e bicchieri di plastica, residui alimentari in ogni parte dell’ospedale, come è facile appurare girando per i viali dello stesso. Noi abbiamo a cuore l’ospedale, i suoi pazienti, i cittadini che lo frequentano e siamo orgogliosi che lo trovino pulito e decoroso, pertanto ci stupisce che dopo tutti gli sforzi compiuti e che si compiono giornalmente, questi non vengano riconosciuti e apprezzati, ma anzi si debbano sopportare ingiurie e calunnie».
L’azienda non spiega perché i cestini siano attualmente utilizzati come spartitraffico. Sulla questione è intervenuto anche Tommaso Luzzi, consigliere regionale Pdl, che parla di «ennesimo scandalo» della sanità laziale ricordando tutti i problemi verificatisi all’Umberto I negli ultimi anni.