Umberto I, così naufraga l’illusione del rilancio

Antonella Aldrighetti

«Progetto Policlinico per una nuova sanità». Così recita il titolo della conferenza prevista per questa mattina organizzata dai Ds all’Umberto I e alla quale dai relatori, l’assessore alla sanità Augusto Battaglia in testa, è partito già da giorni l’invito a partecipare numerosi: portantini, infermieri, caposala, e naturalmente medici. Tra loro, pure quei 2mila camici bianchi che attendono da quattro mesi che la Regione proceda al pagamento dell’adeguamento stipendiale di 250 euro mensili previsto dal rinnovo del contratto di lavoro stipulato a novembre scorso. A occhio e croce, considerando gli arretrati di rito, la cifra complessiva che la giunta Marrazzo si troverebbe a dover versare nelle casse del nosocomio ammonterebbe a circa 2 milioni di euro.
Già, ma l’utilizzo del condizionale è in questo caso più che mai d’obbligo, perché anche questo mese le casse rimarranno all’asciutto, almeno stando non a quanto scrive il general manager del Policlinico Ubaldo Montaguti che, «tendendo la mano» a Battaglia, cerca di fargli presente che «al fine di evitare disservizi scaturenti dall’inevitabile malcontento dei dirigenti che anche questo mese vedranno disattese, nonostante precisi impegni formalmente assunti, le loro aspettative chiede di consentire quanto meno al pagamento della quota parte di arretrati che tutte le altre aziende sono state messe in grado di corrispondere».
Certezze e non chiacchiere che smentiscono a piè pari quanto aveva promesso Battaglia quando a febbraio si era impegnato a corrispondere il saldo degli arretrati contrattuali per marzo. Ma da chi e perché sia partito il «contrordine a pagare» non vi è menzione. Forse che la risposta arriverà durante l’appuntamento odierno? «È un appuntamento di facciata - dice poco ottimista il segretario regionale della Fials-Confsal Gianni Romano - per nascondere che la Regione in realtà ha abbandonato il polo sanitario: fino a ora, ha solo sbandierato progetti di ristrutturazione faraonici senza provvedere al saldo dei debiti e al finanziamento dei lavori urgenti. Purtroppo dalla giunta Marrazzo ci sono soltanto aspettative a lungo termine mentre il deficit sale a 200 milioni di euro e i posti letto rimangono insufficienti per render e il Policlinico competitivo». Ma allora tirando le somme quale risultato si ricava? «Alcuni ricoverati sono costretti nei corridoi dei reparti in condizioni precarie visto che, i “letti volanti” sono sprovvisti di agganci per l’ossigeno, campanelli di soccorso e servizi igienici che consentano la salvaguardia della privacy», incalza il sindacalista. «Come se non bastasse - aggiunge Romano - a rendere altissima la tensione, gli operatori non hanno ancora ricevuto gli arretrati del contratto dal 3 novembre 2005».
E a seguito della tiritera del sindacato della sanità non tardano ad arrivare le repliche dell’opposizione. «Altro che politica del rilancio, quello dell’Umberto I è uno dei risultati della coppia Marrazzo-Battaglia che deve farci riflettere - commenta il capogruppo Udc Luciano Ciocchetti -. Questa è la vera faccia della sanità di sinistra: fatta per lottizzare, occupare posti di potere, annunciare fantomatici lavori e ridurre qualità e quantità delle prestazioni». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il vicepresidente della commissione sanità alla Pisana, Stefano De Lillo (Forza Italia) che ricorda una situazione analoga a quella del nosocomio universitario: quella del Fatebenefratelli dove «la giunta regionale di sinistra - dice l’azzurro - ha fatto mancare gli stanziamenti necessari al rinnovo del contratto, mettendo a rischio l’erogazione dei servizi sanitari».