Umberto I, nei sotterranei sporcizia e rifiuti tossici

Ieri il blitz de «La Destra» Contestata anche la carenza di personale. Ma Montaguti respinge le accuse

«La Destra», quella del senatore Francesco Storace, contro il direttore generale dell’Umberto I, Ubaldo Montaguti, in una lunga mattinata passata a rincorrersi nei corridoi (o meglio nei sotterranei) dell’ospedale capitolino perennemente al centro delle polemiche. «Il nosocomio è in condizioni pietose. Manca il personale e quello che c’è spesso è costretto a turni di 16 ore. E nei tunnel trionfano la sporcizia. Montaguti dovrebbe andare ai lavori forzati. Forse così comprenderebbe le condizioni della struttura che dirige», attaccano i primi. «Non è vero, siamo in regola» risponde piccato il secondo.
A organizzare il blitz erano stati il presidente nazionale de «La Destra», Teodoro Buontempo, e il consigliere comunale nonché portavoce romano del nuovo movimento, Fabio Sabbatani Schiuma. A fare da cicerone nei sotterranei delle cliniche mediche il dirigente infermieristico Alberto Prezzolini. Durante la notte, secondo indiscrezioni, sarebbe stata chiusa la cucina centrale e riavviati i lavori in Pediatria. E lo scenario, nelle gallerie ipogee sotto le cliniche mediche, non è sembrato diverso rispetto a quello descritto nell’inchiesta de L’Espresso: sporcizia, centraline elettriche con i fili scoperti, tubi di amianto in bella vista, perdite d’acqua. Appare anche un paziente trasportato in barella, nel continuo andirivieni. Immagini che lunedì prossimo manderà in onda anche il Tg satirico di Canale 5, Striscia la notizia. Il piatto forte arriva all’altezza del reparto «Dermatologia» - «dove - spiega Prezzolini - disponiamo di 5 infermieri per 25 pazienti, 24 ore al giorno», - e a pochi metri da decine di pazienti in attesa: su una pedana, come una merce qualsiasi, campeggia uno scatolone bianco con una grande «R» gialla e la scritta «contenitori monouso per rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo». Ovvero i cosiddetti «rifiuti speciali» (aghi, sangue, siringhe, materiali infetti, ecc). «Dovrebbero stare in una buca - accusa Buontempo - e chiusi ermeticamente».
Poco dopo il deputato, che sulla vicenda del Policlinico ha preannunciato un’interrogazione parlamentare, incontra Montaguti al primo piano del reparto. «Dove sono finiti - incalza - i fondi stanziati dalla giunta Storace per il nosocomio? E quelli destinati dall’amministrazione Marrazzo per la sanificazione delle gallerie ipogee dopo l’inchiesta de L’Espresso?». «L’ospedale - rincara la dose Sabbatani Schiuma - dispone di 1250 posti letto degenza e 250 in Day Hospital, a fronte di soli 800 infermieri che turnano nelle 24 ore, con una carenza di 350-400 infermieri e 200 ausiliari. Eppure, nonostante la presenza di due graduatorie di concorsi pubblici nazionali espletati e conclusi (infermieri e O.T.A), la Regione non dà la possibilità di procedere alle assunzioni». Ma Montaguti, pur concordando su quest’ultimo punto, non ci sta e replica alle accuse: «I Nas, nonostante le numerose ispezioni, non ci hanno mai contestato verbali sulle condizioni igieniche delle gallerie, che cerchiamo di pulire per quanto possibile. Il problema della sporcizia deriva anche da una cattiva educazione di chi frequenta l’ospedale. I contenitori per i rifiuti tossici ospedalieri - continua il general manager - sono regolarmente sigillati e rispettano tutte le norme di sicurezza, venendo ritirati più volte per il deposito durante la giornata». Quindi sull’impiego dei fondi regionali: «I lavori per la ristrutturazione delle gallerie partiranno a gennaio. Venerdì scorso abbiamo chiuso la gara per un appalto che è di circa 24 milioni di euro». Poi ecco la rivelazione che non ti aspetti: «Chi vuole monitorare i problemi di una “città” come il Policlinico - chiude Montaguti - non ha che da rivolgersi a noi. Basti pensare alle condizioni di alcuni laboratori di analisi, o alla presenza di ratti giganteschi, ad esempio, sotto la cucina. Tanto che stiamo per partire con la disinfestazione». Sorpresa, forse gli obiettivi del blitz de «La Destra» non erano poi quelli più azzeccati.