«Umberto I, urgenti i lavori alla torre di ricerca»

«È necessario rimettere mano al programma edilizio per evitare che ci siano danni strutturali»

«Si fanno sempre più urgenti i lavori di ristrutturazione dell’intero complesso dell’Umberto I. Contestualmente al rifacimento del piano ipogeo che dovrà partire entro dicembre come promesso dai vertici regionali, è necessario rimettere mano al programma edilizio al più presto per evitare che ci siano danni strutturali agli edifici e pericoli incombenti per le persone». Lo dichiara, in una nota, il segretario regionale della Fials Confsal Gianni Romano dopo che ieri al Policlinico Umberto I sono intervenute le autorità competenti per vagliare l’agibilità della Torre di ricerca.
«Non è un caso che ieri è stato effettuato un sopralluogo del Nas - continua Romano - nell’edificio conosciuto come Torre di ricerca dopo che il provveditorato alle opere pubbliche aveva riscontrato la necessità di procedere con i lavori di messa a norma della struttura invitando peraltro il Policlinico a liberare i locali ancora occupati posti al primo e terzo piano della palazzina». «C’è da aggiungere - prosegue Romano - che siamo contrari al fatto che il direttore generale Montaguti e il direttore sanitario Dal Maso abbiano dato recentemente la disposizione affinché l’ambulatorio di odontoiatria geriatrica venisse trasferito al piano terra della Torre di ricerca anche contro il parere del sindacato. Se non altro perché il policlinico non può vantare prerogative su un bene che il Demanio ha concesso in comodato d’uso alla Fondazione Andrea Cesalpino».
«Se il provveditorato alle opere pubbliche si sta apprestando a portare avanti i lavori di ristrutturazione dell’edificio, il Policlinico non deve assolutamente ostacolare i lavori, anzi - conclude Romano - è necessario che si adoperi affinché proseguano nel più breve tempo possibile riuscendo a trovare una nuova collocazione per odontoiatria. In merito all’accaduto odierno la nostra organizzazione ha proceduto a presentare una diffida per chiarire come l’Azienda policlinico possa eseguire lavori in un edificio di cui non è il concessionario e a fornire l’eventuale documentazione che possa dimostrare il contrario».