Umbria Jazz Gilberto dà forfeit, Bollani diventa «one man festival»

OrvietoIl festival Umbria Jazz invernale (il nome internazionale è Umbria Jazz Winter) ha compiuto 16 anni. Ha ottenuto grandi consensi fin dalla prima edizione - fu una sorpresa - in modo abbastanza indipendente dalle proposte musicali.
Eppure questa volta il festival ha corso un grosso rischio. Poco prima dell’inizio è giunta la notizia della rinuncia per motivi di salute del principale protagonista del programma, il mitico cantante e chitarrista brasiliano Joao Gilberto. Qualcuno aveva espresso perplessità - non certo con il facile senno di poi - circa l’iniziativa di affidare il perno di tre serate su sei a un artista illustre, e però noto per la sua facilità di dare forfeit micidiali. Questa volta è toccato ad Orvieto.
Per fortuna nel cartellone figurava il personaggio mediatico per eccellenza del jazz italiano di oggi, il pianista Stefano Bollani, che ha accettato senza problemi di colmare la voragine. E così, la sedicesima Umbria Jazz Winter si è trasformata in un singolare «one man festival», con Bollani presente in sei concerti. A conti fatti, non ha perduto un solo spettatore. Forse, anzi, ne ha guadagnato qualcuno. Bollani è il più straordinario talento pianistico - e non solo - emerso in Italia negli ultimi quindici anni. Ha tecnica superba, tocco finissimo, fantasia inesauribile. Tuttavia succede che egli smentisca o addirittura distrugga la sua musica con entertainment e gag di basso profilo. A Orvieto Bollani è stato perfetto in duo con Martial Solal, anche per il rispetto dovuto al sommo pianista francese e con il trombettista Enrico Rava che lo ha scoperto verso la fine del secolo scorso. Ha inventato e animato una complessa «serata brasiliana» culminata in una divertente imitazione di Joao Gilberto a cura del cantante Marcos Sacramento; ha contribuito al vivo successo delle All Stars di Roberto Gatto (con Paolo Fresu, Daniele Tittarelli e Rosario Bonaccorso) che hanno interpretato in anteprima il contenuto del cd The music next door. Bollani invece ha fatto soffrire i cultori della serietà e dell’autonomia della musica quando ha suonato in duo con il pianista Antonello Salis e con il suo gruppo dei Visionari. Cerchiamo di dimenticare.
Nel programma della rassegna umbra sono emerse altre cose importanti, fra le quali siamo costretti a scegliere. Due concerti in solo della pianista Cristiana Pegoraro con musiche di Gershwin, Piazzolla, Mozart e altri, e un nuovo exploit di Enrico Pieranunzi con varie Sonate di Domenico Scarlatti reinventate in jazz, hanno chiaramente indicato che i festival di musica afro-americana hanno molto da cercare e da trovare in quei paraggi. Pieranunzi si è anche esibito in un duo assai brillante con il sassofonista Rosario Giuliani.