Umbria, l’ex oasi felice assediata dalla criminalità

da Perugia

C’era una volta una regione tranquilla. Quell’Umbria serena e bucolica, quella del tardus umbrus, che si muove grave e lento, tra i boschi e i campi arati, sembra sparita nel nulla. Nel volgere di sessanta giorni il bilancio di un carabiniere morto (Davide Fezzuoglio di Umbertide), di un carabiniere ferito grave (Gianpaolo Sottosanti) e di un maresciallo ferito lieve (Enrico Monti, colpito di striscio nella sparatoria per la rapina in Alto Tevere) sono un bilancio troppo pesante. E poi furti, scippi, droga e il loro codazzo di reati che rendono la vivibilità ai termini più bassi. Evidentemente la criminalità sta alzando il tiro. Sia quella «migratoria» (cioè le varie «paranze» che guardano all’Umbria come ad un terreno di caccia per le loro attività predatorie e che salgono dal Lazio, dalla Campania, dalla Calabria, persino dalla Sicilia), sia quella «stanziale» (formata dalla mala autoctona e dagli stranieri che si sono, via via, insediati dal Maghreb, dai Balcani e dall’Est Europa, soprattutto). Le armi purtroppo non mancano. Lo sfaldamento dell’Unione Sovietica da un lato e le sanguinose guerre dei Balcani hanno fatto sì che interi magazzini di armi, nei modi più strani e impensabili, venissero riversati nei paesi europei, non solo in Italia e in Umbria e armassero la mano non solo della criminalità più organizzata (come la mafia, la ’ndrangheta, la camorra, la Corona Unita), ma anche le bande della criminalità comune. Il numero altissimo di clandestini, costretti per forza di cose ad arrangiarsi per sopravvivere, facilita il reperimento della manovalanza. E molto spesso si tratta di soggetti che, per cultura e formazione o per esperienze di vita, non ha, o se lo aveva lo ha perso, alcun rispetto della vita dell’altro. Perugia si caratterizza, per di più, per un anomalo sviluppo del fenomeno della droga (ce n’è di ogni tipo e di ogni qualità e a buon prezzo; una trentina di morti per overdose ogni anni, in media) e della prostituzione (tra strada e appartamenti se ne conterebbero un migliaio a fronte di una popolazione di 160mila persone). Il primo aspetto è legato, con ogni probabilità, alla presenza di due università (quella italiana e quella per stranieri) che offrono un numero altissimo di potenziali clienti. Negli ultimi tempi sono aumentati anche i reati predatori. Di cui sono autori, in genere, soggetti dei paesi dell'est: serbi, albanesi, kosovari, rumeni. L’onorevole Andrea Ronchi, portavoce di An ribadendo l’impegno di Alleanza Nazionale sui temi della sicurezza, ha espresso la piena solidarietà del partito e quella del Presidente Gianfranco Fini, al Comandante regionale dell’Arma dei Carabinieri. «Concordo - ha affermato Andrea Ronchi - con quanto richiesto dal capo dell’opposizione, Pietro Laffranco, di convocare immediatamente un Consiglio regionale straordinario, con una sessione completamente dedicata ai temi della sicurezza, problema sempre più grave che attanaglia l’Umbria ed in modo particolare Perugia, nel silenzio assordante, fatto salvo per gli slogan elettorali, del centrosinistra».