Da umile contadino a capo di Cosa Nostra

Bernardo Provenzano, il boss mafioso di cui i due adolescenti di Rozzano conservavano i ritagli, è uno dei personaggi più importanti della scena criminale italiana. Di umili origini e semianalfabeta - è nato nel 1933 a Corleone, in Sicilia, e ha concluso solo la prima elementare - ha percorso tutti i gradi dell’organizzazione mafiosa. Dopo l’arresto di Salvatore Riina, avvenuto nel 1993, Provenzano era considerato il capo di Cosa Nostra. Il primo ordine di cattura contro di lui risale al 1963, ma ci sono voluti più di quarant’anni perché venisse catturato. Di Bernardo Provenzano sono divenuti celebri i «pizzini», i biglietti manoscritti con cui dalla latitanza trasmetteva ordini e messaggi ai membri delle «famiglie». Attualmente l’anziano padrino sconta in un supercarcere numerose condanne all’ergastolo.