Prima Unabomber, adesso anche pedofilo

Questa «macchia» viene considerata dai periti compatibile con il bombarolo

nostro inviato a Pordenone
Esattamente un mese fa l'impronta sulle forbici, ieri le foto pedopornografiche. Sembra che le parti si siano invertite: finora era Unabomber ad agire con una certa regolarità, adesso sono le notizie sulle indagini a filtrare a cadenza fissa. L'ultima indiscrezione è estranea all'inchiesta sull'imprendibile dinamitardo del Nordest, ma contribuisce a screditare il principale indagato: nel computer di Elvo Zornitta, l'ingegnere di Corva di Azzano Decimo che al momento è il sospettato numero uno per gli attentati, sono state trovate numerose immagini pornografiche scaricate da internet che raffigurano minorenni.
Il sequestro delle foto non ha nessuna attinenza con l'attività investigativa su Unabomber, tanto che la segnalazione è stata fatta non alle procure che indagano sugli ordigni (Venezia e Trieste), ma a quella di Pordenone, competente per territorio. Tuttavia il pool interforze che svolge l'inchiesta ha considerato anche questo elemento nel disegnare il profilo psicologico di Zornitta. E secondo lo psichiatra Vittorino Andreoli la personalità del professionista friulano sarebbe compatibile con quella del bombarolo che semina trappole esplosive da 12 anni.
Per l'ingegnere, a casa del quale sono stati trovati materiali analoghi a quelli utilizzati da Unabomber per confezionare gli esplosivi (forbici, fili metallici, pile, ovetti Kinder), è quasi il colpo di grazia. «Sono disgustato, se volevano uccidermi ci sono riusciti», sono le sue uniche parole. Ha sempre negato ogni accusa, forte del fatto che da quando è indagato, pedinato e microspiato, cioè dal settembre 2004, Unabomber è entrato in azione quattro volte (Pordenone, Motta di Livenza, Portogruaro e Caorle) e in nessuna di queste località Zornitta ha messo piede.
«Dovrebbe essere come Diabolik per muoversi sotto il naso degli investigatori - ironizza l'avvocato Paolo Dell'Agnolo -. Sono indignato per l'ennesima fuga di notizie. Sono schizzi di fango. Quel materiale è stato sequestrato nel 2004 e dissequestrato nel 2005. È un connubio che commenta da sé il clima che si vuole creare attorno a Zornitta».
Il legale si riferisce al fatto che il gip di Trieste Enzo Truncellitto sta esaminando la richiesta di incidente probatorio presentata dal pm Pietro Montrone della Procura distrettuale antimafia sull'elemento più pesante a carico del principale indiziato: le forbici sequestrate all'ingegnere. Secondo due distinte perizie tecniche eseguite dal Ris dei carabinieri e dalla polizia scientifica, esse sarebbero compatibili con i segni lasciati sul lamierino con cui Unabomber ha preparato l'ordigno inesploso sotto il sellino di una bicicletta a Portogruaro. Scopo dell'incidente probatorio è trasformare l'indizio in prova utilizzabile nel processo.
La decisione di chiedere l'incidente probatorio è stata presa nei vertici investigativi dei giorni scorsi e, pare, dopo accese discussioni: per i magistrati di Trieste potrebbe essere uno degli ultimi atti inquirenti, visto che i termini scadono il 1° novembre. Il procuratore distrettuale antimafia del capoluogo giuliano, Nicola Maria Pace, ha detto che «questo chiacchiericcio, queste uscite così spregiudicate, così incongrue oltre che infondate, sono un danno gravissimo per le indagini».