Unabomber, il Gip: "La perizia è da rifare"

Enzo Truncellito ha disposto un supplemento di perizia sulle forbici sequestrate a Zornitta e sul lamierino recuperato in una trappola esplosiva a Portogruaro. Su richiesta della difesa, e con l'accordo del pm, si deve far luce sulle presunte manomissioni compiute dal perito dell'accusa Zernar in fase di esame dei reperti<br />

Trieste - Il Gip di Trieste, Enzo Truncellito, ha disposto un supplemento alla superperizia sulle forbici sequestrate il 24 marzo 2006 all'ingegnere Elvo Zornitta, indagato nell'inchiesta su Unabomber, e sul lamierino di ottone recuperato in una trappola esplosiva trovata intatta il 2 aprile 2004 nella chiesa di Sant' Agnese di Portogruaro (Venezia) e attribuita al misterioso bombarolo. La richiesta era stata avanzata dalla difesa ed è stata disposta con l'assenso del Pm. La prossima udienza di camera di consiglio è stata fissata per il 9 febbraio.

Nuovo perito L' incarico è stato conferito, al termine della camera di consiglio,al professor Alessio Plebe, della facoltà di Informatica dell'Università di Messina. Il rinvio all' udienza del prossimo 9 febbraio è stato deciso - si legge in un comunicato diffuso dalla Procura della Repubblica - per la discussione sulle conclusioni dei periti e la chiusura dell' incidente probatorio. Nella stessa camera di consiglio - ha reso noto la Procura - il pm Pietro Montrone ha rinnovato, per questa integrazione peritale, la nomina del capitano dei carabinieri Fratini, del Ris di Parma, quale consulente tecnico del pm.

Zornitta "Io sono assolutamente sereno anche perché mi sono trovato di fronte ad un magistrato (il sostituto Procuratore di Trieste Pietro Montone ndr) che è persona competente verso il quale ho la massima fiducia. E in questo senso posso dire che sono stato fortunato". Lo dice Elvo Zornitta (nella foto), unico indagato per la vicenda di Unabomber.

I presenti All'incidente probatorio di oggi oltre ai legali era presente uno dei consulenti nominati dal gip di Trieste: Pietro Benedetti, ex direttore del Banco di prova nazionale delle armi di Gardone Val Trompia (Brescia), che ha eseguito la perizia congiuntamente a Carlo J. Rosati, il direttore del "Firearm and toolmarks examiner" dell'Fbi di Quantico (Virginia). C'era Luciano Garofano, il comandante del Ris di Parma. E anche Zornitta, entrato nell'inchiesta nel febbraio del 2004, su cui gravano accuse pesantissime: lesioni personali continuate aggravate dalla finalità di terrorismo, fabbricazione, detenzione e porto di ordigni per finalità di terrorismo.

Manomissione Secondo le perizie in mano agli avvocati difensori di Zornitta, gli avvocati Paniz e Dell'Agnolo il lamierino e le forbici sarebbero stati modificati nel laboratorio investigazioni criminalistiche (Lic) di Mestre di cui è responsabile Ezio Zernar, ora sotto indagine. Certo è a questo punto che Elvo Zornitta, pur non uscendo subito dal processo, compie un passo decisivo verso il completo proscioglimento.

Mastella Su tutto infine incombe anche l'attesa per la decisione che in giornata dovrebbe assumere il ministro della Giustizia Clemente Mastella su un'eventuale ispezione alle Procure di Trieste e Venezia per scoprire errori, irregolarità e fughe di notizie sulla vicenda che ha coinvolto Elvo Zornitta e la perizia su forbici e lamierino.