Unabomber, l’ingegnere accusato di 34 attentati

da Venezia

Per gli investigatori «ci sarebbero elementi che collegherebbero l'ingegnere Elvo Zornitta a tutti e trentaquattro gli ordigni riconducibili a Unabomber». La notizia è stata anticipata ieri dal Gazzettino, spiegando che al professionista di Azzano Decimo (in provincia di Pordenone), che si continua a professare innocente, gli inquirenti avrebbero contestato «l’ipotesi di fabbricazione di ordigni esplosivi a fini terroristici».
Insomma, secondo gli investigatori, le prove con le quali è stato chiesto l'incidente probatorio in indagine «inchioderebbero alle proprie responsabilità» l'ingegnere. Intanto, scrive il quotidiano, «è filtrato che l'incidente probatorio potrebbe slittare: si parla di una data tra il 12 e il 19 ottobre, anche se non è stata ancora definitivamente esclusa la data del 4 ottobre» e il gip di Trieste «avrebbe già individuato gli esperti super partes, chiamati a esaminare forbici, lamierino e altri oggetti». E l’incidente probatorio potrebbe essere molto più articolato di quanto si pensasse. E non riguarderebbe soltanto le forbici con cui - secondo l’accusa - sarebbero stati recisi i fili dell’ordigno trovato sotto il sellino di una bici a Portogruaro. Gli inquirenti farebbero riferimento ad almeno altre due perizie che riguarderebbero un accendino trovato il 2 aprile 2004 sotto l’inginocchiatoio della chiesa di Sant’Agnese a Portogruaro e un piccolo involucro in vetro nel quale ci sarebbe stata nitroglicerina. Entrambi gli oggetti sarebbero compatibili con altri oggetti trovati in casa dell’ingegnere di Azzano o individuati in ordigni o in pezzi di ordigni. Zornitta, comunque, continua nella sua battaglia. Attraverso il suo legale fa sapere di sentirsi vittima di un processo mediatico. L’avvocato Maurizio Paniz difenderà Zornitta con Paolo Dell'Agnolo già la prossima settimana quando si dovrebbe tenere la prima udienza davanti al gip Enzo Truncellitto a Trieste. Il legale sostiene che non sarebbero stati comunicati non solo la data dell'udienza, ma neppure gli estremi dell'incidente probatorio e quindi se questo sia legato al solo rapporto forbice-lamierino o ad altri oggetti o componenti tra quelli sequestrati - sono oltre un centinaio - a Zornitta. Paniz sottolinea la gravità della situazione in cui lo stesso Zornitta si è trovato non per le accuse ma «a causa di quanto raccontato dai giornali in modo anche fuorviante»; per questo il legale ha deciso che «gli aspetti di questa vicenda vanno trattati solo nelle sedi opportune». «Chi sa di essere innocente quando è investito da accuse e da messaggi mediatici devianti così forti non può che essere dispiaciuto, rimane in lui però alta la fiducia nella giustizia».