Unabomber, nell’ultima perizia le tracce per trovare il criminale

da Venezia

Dalla perizia della polizia scientifica su un centinaio di oggetti sequestrati nelle indagini su Unabomber, arrivata ieri sul tavolo degli inquirenti, potrebbero arrivare nuovi tasselli utili per dare un volto al misterioso bombarolo. L'attenzione degli investigatori è puntata su un ingegnere cinquantenne di Azzano Decimo (Pordenone) ed è dalla sua abitazione che gli investigatori hanno portato via gli oggetti che sono stati sottoposti ad analisi. L'indagato, però, da sempre, protesta pubblicamente la propria innocenza.
Al centro della perizia della scientifica, ci sono pennarelli, fialette per essenze da dolci, gusci plastici di ovetti a sorpresa, fili elettrici, ma anche tanti attrezzi come pinze e cacciaviti e un paio di forbici. Particolare attenzione proprio sulle forbici sequestrate, le cui lame - secondo quanto già emerso alcune settimane fa anche dalla perizia condotta dai Ris di Parma - avrebbero un alto livello di compatibilità con le tracce rinvenute sul lamierino che faceva parte di un ordigno inesploso rinvenuto, nel giugno dello scorso anno a Portogruaro (Venezia), sotto la sella di una bicicletta. Nel pomeriggio di ieri i magistrati delle Procure di Venezia e Trieste che coordinano le indagini, carabinieri e poliziotti si sono trovati negli uffici del centro anti Unabomber nell'aula bunker del Tribunale a Mestre (Venezia), dove a tenere le fila di un incontro durato un paio d'ore è stato Carlo Bui, dirigente dell'Unità analisi crimini violente (struttura inserita nella Polizia scientifica).
A Venezia si sono dati invece appuntamento il procuratore generale di Venezia Ennio Fortuna, i procuratori capo di Trieste e Venezia, Nicola Maria Pace e Vittorio Borracetti, i pm che indagano sul caso, il triestino Pietro Montrone e la veneziana Emma Rizzato destinata a sostituire Luca Marini in procinto di passare al tribunale civile in veste di giudice.